La Fornero e i pensionati incazzati – di Leonardo Cecca

In questi giorni spesso si parla del denaro che lo Stato, per sentenza della Consulta, deve dare ai pensionati in quanto non corrisposto dal 2011 per effetto della legge Fornero. A ben vedere non si tratta di mancati aumenti pensionistici, ma soltanto di un adeguamento della pensione al 75% dell’indice Istat che il governo Monti dal 31 dicembre del 2011 decise di non più corrispondere a chi percepiva più del triplo della pensione minima, come se 1500 € costituissero una somma notevole.

Ora, in un periodo di crisi come quello attuale, i pensionati si son messi in testa che lo stato corrisponda quanto sanzionato dalla Consulta, roba da matti, forse l’età li ha resi tutti rimbambiti. Costoro non hanno capito che è prioritario per uno stato serio ed onesto mantenere le alte prebende ed i privilegi dei politici e le pensioni di coloro che l’hanno percepita dopo pochi mesi di impiego.

Come si può pensare di ridurre le sovvenzioni alle centinaia e centinaia di Fondazioni, che al 90% sono un’appendice di un partito e/o di un esponente politico e che in pratica non assolvono a nessun compito se non quello di mungere lo stato? Come pensare di ridurre l’uso degli aerei di stato per permettere a ministri di andare in vacanza, di partecipare a manifestazioni di terza categoria, ma utili per far propaganda (Renzi su tale argomento è un maestro)?

In un periodo di crisi, sempre secondo i pensionati, la Boldrini non avrebbe dovuto comprare i frigoriferi per i deputati, non doveva spendere 40 mila euro per lo studio sulla parità di genere e milioni per tutto l’apparato telematico e fotografico. Ci sono pensioni da pagare in base alla truffaldina legge Mosca, percepita senza aver pagato alcun contributo. Che siano diventati tutti pazzi? Non sanno che quasi quotidianamente lo stato, le regioni ed i Comuni sovvenzionano manifestazioni che non hanno alcun senso se non quello di raccattare consensi?

Lo sanno costoro che Napolitano nel 2011, se non erro, per stringere anche lui la cinghia, rinunciò volontariamente alla rivalutazione dello stipendio secondo l’indice Istat per poi però insaccocciare dal 1° gennaio del 2013 un aumento annuo di 8885€? Secondo costoro Napolitano non avrebbe dovuto neppure nominare i senatori a vita, tra i quali il nefasto Monti, con il solo ed unico scopo di dare in Senato un po’ di ossigeno alla sinistra. Ci sarebbero ben altre nefandezze che i politici fanno sul groppone dei contribuenti ma, dopo tutto quello che hanno fatto per occupare una poltrona, qualche privilegio, pur se immondo, dovranno pur averlo.

Siamo arrivati all’arroganza di un ministro che si è permesso di dire che “è immorale rimborsare tutti", cioè è immorale dare il dovuto: c’è solo da vergognarsi a stipendiare un personaggio del genere.

Orbene, cari pensionati, non roviniamoci lo stomaco per questa gente che sta nei palazzi del potere, nessuno escluso, che continuino pure in tal modo, ma sicuramente prima o poi saranno costretti a correre per sfuggire alla gente incazzata alla quale, speriamo, non interessi più il colore di un partito, ma vivere in modo decente senza essere presa per il fondoschiena dal primo raccontastorie che si mette in politica solo per interesse.