LA DENUNCIA | Italiani in fuga dal Venezuela, “non riusciamo nemmeno a rinnovare il passaporto”

Non basta la situazione di crisi gravissima che sono costretti ad affrontare i nostri connazionali in Venezuela, ci mancava anche quella rete mafiosa che vende appuntamenti al Consolato a prezzi per molti inaccessibili

La fuga degli italiani dal Venezuela, paese che soffre da anni ormai una gravissima crisi economica e sociale, viene raccontata oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno, che parla di connazionali disperati, affamati, derubati, “alcuni versano in condizioni di salute precarie”.

E’ la fotografia degli italo-venezuelani, molti originari del Sud Italia in fuga dal Paese sudamericano. Alcuni di loro sono riusciti a raggiungere le loro città di origine, altri no, sia perché non dispongono di sufficiente denaro per tornare in patria, sia perché la burocrazia non facilita gli espatri. Ripetuti gli appelli lanciati dagli organismi umanitari.

Emigrati in Venezuela in ben altri periodi storici, questi cittadini adesso affrontano fame, crisi e repressione e tentano di tornare nei luoghi di origine. Ma l’impresa, come denunciano i rappresentanti degli italiani all’estero, si presenta molto più difficile del previsto.

Michele Sgobba, imprenditore edile a Caracas, tornatosene nella sua Castellana Grotte, spiega: “Gli italiani in Venezuela non riescono nemmeno a fare il rinnovo di un passaporto o a portare avanti una richiesta di cittadinanza, visto che è quasi impossibile prenotare un appuntamento attraverso il sistema online, al punto che si è creata una rete di gestori o intermediari che vendono gli appuntamenti a costi insostenibili. Un vero dramma – rimarca Sgobba – per chi abita in un Paese in crisi umanitaria, con stipendi di pochi dollari al mese”.

Il governo italiano è ben consapevole della situazione che si vive in alcuni Paesi del Sud America per quanto riguarda la cosiddetta “mafia degli appuntamenti”. Anche per questo nel 2019 sono in arrivo 350 nuovi impiegati per la rete consolare italiana nel mondo e non saranno pochi quelli destinati ai Consolati che vivono situazioni più critiche, di priorità, rispetto ad altri. Un modo, questo, per poter offrire migliori servizi consolari ai connazionali, in tempi più dignitosi.

Senza mai dimenticare che i nostri italiani in Venezuela vanno agevolati nel rientro in Patria. Non solo perché fuggono da un paese che di fatto sta morendo, sotto il comando del terrorista Maduro e dei suoi uomini, ma perché dentro le loro vene scorre sangue italiano. L’Italia non può e non deve lasciarli soli.

LA REPLICA DELL’AMBASCIATORE D’ITALIA IN VENEZUELA, “FACILE RINNOVARE UN PASSAPORTO”