La democrazia ai tempi di Matteo Renzi – di Antonio Gabriele Fucilone

Italian Prime Minister Matteo Renzi attends "Otto e Mezzo" talk show on La7 anchored by Lilli Gruber, Rome, 21 May 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

La riforma del Senato che il governo ed il premier Matteo Renzi vogliono fare passare rischia di essere un pasticcio. Anzi, lo è. In pratica, ci troveremmo di fronte ad un Senato non più eletto dal popolo ma nominato dalle Regioni. Ora, non sarebbe stato assai più sensato abolire il Senato e sostituirlo con la Conferenza Stato-Regioni? Certo, anche così non avrebbe molto senso, poiché una seria riforma del Senato dovrebbe essere collegata ad una vera riforma in senso federale dello Stato.

Qui noi rischiamo di vedere una democrazia ridotta, visto che già le Province non sono più elettive e se dovesse passare la riforma il Senato non sarebbe più elettivo e la Camera dei deputati sarebbe eletta con l’"Italicum", una legge elettorale che permetterebbe ad un partito di governare anche se prendesse solo il 20% dei voti alle elezioni.

Tutto ciò sta accadendo con operazioni di trasformismo di alcuni parlamentari del centrodestra che passano al centrosinistra di Renzi, sperando forse di essere rieletti alle prossime elezioni.

Se al governo ci fosse stato il centrodestra ed anche un solo parlamentare del centrosinistra fosse passato alla maggioranza ci sarebbe stato il caos e ci sarebbero stati anche i ricorsi alle Procure. Invece, sembra che con il centrosinistra di Renzi tutto sia possibile.

Per certe persone, un parlamentare di centrodestra che passa al centrosinistra è "responsabile" ed un parlamentare di centrosinistra che fa il percorso inverso è un "venduto". Questa è la classica "doppia morale".

Tutto ciò sta accadendo anche con "furbate", come i famosi emendamenti chiamati "canguri" e "super-canguri",  con cui si bocciano tutte le proposte delle opposizioni e di fatto si impedisce il dibattito su un tema importante come la nostra Costituzione. Magari, per evitare ogni altra forma di dibattito, si inventeranno anche la "super-nutria".

Questa sarebbe la "democrazia" di cui parlano gli esponenti del Partito Democratico, un partito che decide le cose prima nella sua sede e poi le va ad imporre al Parlamento? Il problema serio, però, è la disaffezione della gente verso la politica. Sempre meno gente va a votare. Questo mette in forse la democrazia nel nostro Paese.