La camorra uccide senza pistole (VIDEO) – di Emanuele Esposito

In questi giorni alcune trasmissioni televisive italiane hanno focalizzato l’attenzione sul problema dell’insorgenza di tumori causati dai rifiuti tossici nel triangolo della morte in Campania. Mi ha colpito molto il servizio delle Iene di Italia 1 andato in onda il 1 ottobre, "La camorra uccide senza pistole", di cui trasmetto il link perche’ e’ da rivedere:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/410890/toffa-la-camorra-uccide-anche-senza-pistole.html

Nel servizio si e’ parlato dei problemi di salute di quelle tante famiglie che vivono in quel territorio, della morte di molti bambini, e delle gravissime inadempienze degli organismi preposti proprio alla salvaguardia dell’ambiente.

Vorrei pure soffermarmi sull’ultima parte dell’inchiesta, in cui la giornalista ha mostrato su quei terreni, orti e campi coltivati i cui prodotti sono venduti a prezzi allettanti a grave danno dei consumatori.

Le mie domande, ingenue se vogliamo, riguardano sempre la competenza di coloro che devono fare i controlli di queste produzioni; e per non fermarmi a queste, mi stupisce la mancanza di verifiche  sulla possibilità che la catena di distribuzione sia legata a gruppi criminali. 

Sempre nel servizio si menziona un noto marchio italiano, e vorremmo tanto sapere se questa azienda effettua controlli, chi controlla i controllori, e come possiamo essere certi che nelle nostre tavole arriva un prodotto sicuro. Sappiamo tutti che la Campania e’ una  regione baciata dalla natura, ma che purtroppo da tanti anni è martoriata da pesanti infiltrazioni criminali: in quell’area c’è una larga produzione agroalimentare e il rischio che mangiamo prodotti contaminati è un fortissimo deterrente per tutto il commercio regionale che trova ampio spazio anche all’estero.

 Bisogna andare sui luoghi con reparti di carabinieri specializzati che possano rendersi conto della gravità della situazione e che possano effettuare analisi insospettabili, visto che di fronte ad interessi rilevanti, si chiudono facilmente occhi, naso e bocca.

 Io sono campano e mi occupo di ristorazione da anni, oggi per lavoro promuovo i prodotti italiani nel mondo, ma più passa il tempo e più temo di poter diventare mio malgrado complice di questa grande truffa ai danni della salute di tutti i cittadini del mondo.

In chiusura del servizio, una signora con grande intelligenza ha lanciato l’ allarme: "Le nostre ‘cose’ vanno anche fuori, non rimangono qui, quindi anche altri figli sono a rischio, è meglio se si danno una mossa tutti quanti". A buon intenditor poche parole; la signora ci diceva: il problema è di tutti, non lasciateci soli.