L’Europa ci dà soldi che noi rimandiamo indietro – di Leonardo Cecca

Che strana Italia! A Napoli in questi giorni si continua a transennare le zone rese pericolose da cadute di calcinacci ed altro ed a Pompei il crollo di antiche strutture sembra inarrestabile.

Sulle prime viene da pensare che non ci siano fondi disponibili e, pertanto, ci si affida alla buona sorte affinché non avvengano altre disgrazie, poi si scopre una realtà che si può definire solo vergognosa. L’Italia riceve dall’Ue un mare di denaro per far fronte ad opere importanti ed al risanamento di strutture fatiscenti, denaro che, chissà per quale arcano motivo, viene speso solo in minima parte e che rischia di essere restituito se non viene speso entro i termini stabiliti. Si parla di ritardi burocratici, di difficoltà di progettazione e di tante altre diavolerie che solo le nostre amministrazioni riescono, come il gioco delle 3 carte, a mettere in campo.

Sicuramente la nostra burocrazia la fa da padrona, ma, da incallito peccatore, mi viene da pensare che di motivi ce ne possono esse anche altri meno nobili, come ad esempio la somma di ben 720 mila euro che il comune di Napoli spese nel 2009 per il concerto di Elton Johon e che l’Ue richiese indietro: c’erano cornicioni a pezzi, strade piene di buche, ma un po’ di allegria per dare visibilità al sindaco era pur doverosa.

Spesuccia non opportuna a parte, mi viene anche da pensare che in Italia ci sia l’abitudine, presso le amministrazioni, di tenere il denaro nel cassetto ed aspettare qualche emergenza e/o l’approssimarsi del tempo disponibile per i lavori per richiedere procedure di urgenza per spenderlo in quattro e quattr’otto e magari con iter di assegnazione lavori in modo non tanto trasparente, per non dire "disinvolto". Nella fretta tutto può accadere.

A tal proposito mi viene in mente il bel gruzzolo di 50 milioni che il governo nel 2009, a seguito del sisma in Abruzzo, stanziò per lo sgombero delle macerie: il comune dell’Aquila, nella fretta ed anche un po’ sbadatamente, affidò i lavori ad una società, guarda caso, costituitasi appena qualche giorno prima. Il papocchio saltò fuori per essere stato denunciato da il Giornale.

Nella Ue soltanto la Romania ci precede nella classifica delle nazioni che non spendono i fondi assegnati e ciò è vergognoso. Che si aspetti l’emergenza per dare corso al magna magna? Spero di no, ma i sospetti sono tanti, poichè non si spiega come, nonostante la carenza di lavoro, la crisi economica e la disoccupazione dilagante, le amministrazioni non siano in grado di approntare dei progetti seri, svolgere correttamente l’iter contrattuale e far fare i lavori.