L’aeroporto di Parma? Se lo comprano i cinesi – di Marco Chierici

Sento in città sentimenti di giubilo e soddisfazione, parole di festosità ed esultanza per i 250.000 euro che i cinesi hanno messo sul piatto per acquistare la maggioranza dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma. Chissà Giuseppe Verdi come la penserebbe. Il mio stato d’animo, invece, è esattamente il contrario: mesto, deluso, sconfortato, avvilito. Leggo oggi stesso che in questo modo, con questo investimento, i cinesi faranno scalo a Parma perché la zona è strategica per lo smistamento delle loro merci verso il Nord, verso la Liguria, verso l’Adriatico. Non serve certo la mia opinione per esprimere il timore sulla lealtà o slealtà del commercio cinese. Io ho la mia ben nota convinzione e fino a quando qualcuno mi dimostrerà il contrario, rimarrà tale, salda e granitica.

Io nutro forti dubbi sulla regolarità di certi affari, sia quando parliamo di centri massaggi, sia quando vediamo capi di abbigliamento in vendita a 3 euro iva compresa. Il mio convincimento è che sostenendo questo genere di concorrenza, aiuteremo i nostri commercianti a chiudere i loro negozi più in fretta, spingeremo qualche piccolo imprenditore in più al suicidio e daremo sempre più spazio a civiltà che non hanno nulla in comune con la nostra. No retorica, non accusatemi stupidamente di essere chiuso al mondo con la mente o addirittura razzista; so ancora leggere un dizionario.

Sono abbastanza lucido per distinguere il razzismo dalla regolarità contributiva, il razzismo dallo sfruttamento della manodopera minorile o dalla prostituzione mascherata da vetrine colorate. Su, siamo onesti e non nascondiamoci dietro a pregiudizi di bassa faziosa politica. Mettiamoci nei panni di coloro che hanno negozi di abbigliamento, di scarpe, di materiale elettrico ed elettronico, perfino di parrucchieri. Sentiamo il loro parere sulla concorrenza cinese e poi vediamo se il loro stato d’animo è di estrema soddisfazione come per chi ha ceduto l’aeroporto.

I soldi non puzzano, si sa, ma ho sempre scritto che il denaro uccide i sentimenti. Ricordiamoci, tuttavia, che stiamo favorendo il primo concorrente sleale, il più gigantesco, enorme concorrente del pianeta terra e gli abbiamo spalancato le porte. A Roma dicono: se ve piace così!