Comites, sottosegretario Giro: tempi stretti, ma a dicembre si vota

Il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Mario Giro, ha risposto picche all’interrogazione bipartisan rivoltagli dai sei senatori eletti all’estero, sottoscritta dai colleghi membri del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero presieduto dal sen. Claudio Micheloni, Pd. A proposito di elezioni dei Comites, Giro ha concesso: è vero, i tempi sono stretti, ma le elezioni – ha aggiunto – si terranno comunque a dicembre. E poi, ha sottolineato, c’è una legge che lo impone.

“Riconosco che la tempistica prevista è piuttosto stretta”, ha detto Giro, ma non poteva essere diversamente: “le nuove modalità”, ha spiegato riferendosi all’elenco degli elettori, “costituivano l’unica possibilità di rispettare il termine di legge per la tenuta delle elezioni, data l’impossibilità di approvare per tempo il nuovo regolamento sulle elezioni basate su modalità esclusivamente elettroniche”.

Così, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento – che prevede il voto elettronico – “si è ritenuto di dover continuare ad applicare il sistema di voto per corrispondenza, che peraltro costituisce certamente un modo per coinvolgere maggiormente quelle fasce di popolazione che, per ragioni anagrafiche, sono meno pratiche delle moderne tecnologie informatiche, introducendo il solo correttivo dell’opzione di voto”. Con questa introduzione, ha aggiunto Giro, “si sono fornite anche maggiori garanzie sula personalità del voto, assicurando nel contempo forme di risparmio assolutamente necessarie, data la limitatezza delle risorse disponibili”.

Micheloni non si è ritenuto soddisfatto della risposta del membro del governo. “L’inversione dell’opzione per l’esercizio del diritto di voto – ha affermato il senatore  – rappresenta una rivendicazione storica delle comunità italiane all’estero, ma oggi il governo intende realizzarla in modo assolutamente non convincente”. Il senatore ha quindi criticato “modalità e tempistica della campagna di informazione sulla necessità di iscriversi all’elenco degli elettori”, che, a suo parere, “sarebbe stato necessario avviare in un tempo congruo non solo rispetto alla scadenza elettorale, ma anche rispetto al termine per la presentazione delle liste, fissato per domenica 19 ottobre”.

Micheloni ha quindi stigmatizzato “l’inserimento delle modifiche del meccanismo elettorale per i Comites all’interno del decreto legge sulle missioni internazionali, che peraltro è stato sottoposto all’esame del Senato a pochi giorni dalla sua scadenza. Ritengo che per realizzare in modo adeguato l’elenco degli elettori all’estero sarebbero necessari almeno sei mesi”.

In conclusione, Micheloni ha rinnovato l’invito al governo “a rinviare di qualche mese la data delle elezioni” perché “lo svolgimento delle elezioni senza una adeguata informazione da parte degli aventi diritto rischia di portare ad una ridottissima partecipazione al voto, col conseguente rischio di minare il sistema della rappresentanza italiana all’estero”.