Kosovo, ucciso doganiere Eulex: risale tensione

L’uccisione stamane nel nord del Kosovo di un doganiere lituano della missione europea Eulex ha improvvisamente fatto risalire la tensione in questa terra contesa, dove il 3 novembre sono in programma le elezioni municipali previste dall’accordo del 19 aprile scorso fra Belgrado e Pristina. L’incidente, che ha fatto registrare la prima vittima del contingente europeo dal suo arrivo alla fine del 2008, rischia di compromettere gli sforzi di normalizzazione delle relazioni fra Kosovo e Serbia, notevolmente migliorate negli ultimi mesi grazie anche alla mediazione della Ue. E potrebbe inoltre condizionare in negativo l’avvio del negoziato di adesione della Serbia alla Ue, previsto entro il prossimo gennaio.

Il nord del Kosovo, a maggioranza di popolazione serba, e’ la parte piu’ instabile del Paese per il persistere di una forte tensione interetnica con la componente albanese. Violenze e provocazioni piu’ o meno gravi si registrano in continuazione, e nei mesi scorsi in scontri fra truppe Nato della Kfor e manifestanti serbi diversi militari erano rimasti feriti. La componente serba piu’ estremista contesta gli accordi fra Belgrado e Pristina e invita a boicottare le elezioni di novembre. Per questo il governo di Belgrado nei giorni scorsi ha destituito d’autorita’ i responsabili delle maggiori municipalita’ serbe del nord. L’uccisione del doganiere europeo e’ avvenuta stamane quando sconosciuti hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro due veicoli di Eulex con a bordo sei responsabili della missione diretti a un posto di frontiera con la Serbia. Altri tre doganieri, uno dei quali di nazionalita’ ceca, sono rimasti feriti. Immediata la reazione di condanna sia a Belgrado che a Pristina. ”Gli assassini hanno sparato non contro Eulex ma contro il futuro del popolo serbo in Kosovo”, ha detto il premier serbo Ivica Dacic che ha parlato di ”follia estremista” diretta contro gli interessi serbi e a mettere in pericolo la pace, la stabilita’ e la sicurezza in Kosovo. Da parte sua il vicepremier Aleksandar Vucic ha annunciato una risposta ”durissima” da parte di Belgrado nei confronti di ”terroristi ed estremisti” che intendono ”rovinare tutto quello che la Serbia ha raggiunto finora”. Dura condanna dell’attentato e’ giunta anche dalla dirigenza di Pristina, dal capo della diplomazia Ue Catherine Ashton e da tutte le organizzazioni internazionali presenti in Kosovo.