Lui, come tanti altri suoi colleghi, dice che è in Parlamento per lavorare a favore degli italiani all’estero. E allora andiamo a vedere cos’ha fatto Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto nella ripartizione estera Europa –che si ricandida per la terza volta, per difendere le istanze degli italiani nel mondo in Parlamento.
Cominciamo ad informarci dal sito web della Camera dei Deputati. Con sorpresa –- o forse no – notiamo subito che in 4 anni e mezzo in Parlamento Picchi ha presentato come primo firmatario soltanto una decina di proposte di legge. Beh, saranno tutte a favore degli italiani residenti all’estero, pensiamo. No, nemmeno questo.
Solo 4 su 10 sono proposte che riguardano il mondo dell’emigrazione in generale. Nemmeno la metà. E una di queste riguarda la nomina dei capi delle rappresentanze diplomatiche e la nomina al grado di ambasciatore: argomenti che certo interessano i connazionali molto, ma molto da lontano.
Le altre pdl hanno a che vedere con i Comites – Modifiche alla legge 23 ottobre 2003, n. 286, concernente la disciplina dei Comitati degli italiani all’estero (1883) -, con i patronati – Modifiche alla legge 30 marzo 2001, n. 152, in materia di attività degli istituti di patronato e di assistenza sociale all’estero (3971) – con i ristoranti italiani nel mondo – Disposizioni per la tutela e la promozione della ristorazione regionale italiana nel mondo (4060).
Ora, almeno due precisazioni: la proposta che riguarda i patronati, in sintesi, tende a tagliare i fondi a questi enti, in modo tale da rendere ancor più difficile l’assistenza ai connazionali. Che così, con l’andazzo che tira per quanto riguarda la rete consolare -– tagli su tagli -– si ritroverebbero ancora in maggior difficoltà (siamo tuttavia d’accordo nel fermare quella fabbrica di voti rappresentata dai patronati, che troppo spesso fanno politica anche se non dovrebbero nè potrebbero farlo: ma questo è un altro discorso). Quella che invece riguarda la ristorazione italiana all’estero, è stata copiata pari pari dalla proposta che Antonella Rebuzzi presentò durante la scorsa legislatura (governo Prod) come senatrice di Forza Italia.
Insomma, davvero poca roba. Dei Comites se ne fregano tutti, e chi li conosce è solo una piccolissima parte dei connazionali; la proposta di legge sui ristoranti italiani nel mondo è frutto di un copia e incolla. Attenzione, cari lettori: questi sono fatti, e i fatti sono inopinabili.
Potremmo inoltre ricordare che Picchi era pronto a passare all’Udc quando il PdL viveva momenti difficili; potremmo ricordare che voleva candidarsi a sindaco di Firenze, e tanti saluti agli italiani nel mondo. Potremmo anche ricordarvi, cari lettori, che il deputato PdL non ha uno straccio di segretaria, o di responsabile di ufficio stampa, perchè con i soldi che riceve dalla Camera preferisce pagarsi il muturo della casa che ha compato a Londra, durante questa legislatura. Oppure potremmo suggerirvi di leggere il caso del volantino elettorale sul quale Picchi ha postato una propria foto con il sindaco di Londra, Boris Johnson: solo che lui, il sindaco, non ne sapeva nulla.
Quando ItaliaChiamaItalia ha chiesto a Guglielmo Picchi cosa avesse fatto in tanti anni a favore degli italiani nel mondo, egli rispose con insulti.
Dunque, no grazie. Picchi rappresenta ciò che non serve. La difesa dell’italianità richiede ben altre persone e ben altri interventi!
Twitter @rickyfilosa
































Discussione su questo articolo