Una principessa per meta’ di origini russe e una giovane tedesca squattrinata: tutto sembra separare Anna Maria Borghese (1874-1924) e Inge Feltrinelli, ma in realta’ le accomuna il coraggio, il senso dell’avventura e la modernita’ degli scatti con cui hanno immortalato le loro differenti epoche, sia pure con finalita’ diverse, segnando la storia della fotografia. Il parallelismo e’ inevitabile alla Biennale moscovita ‘Moda e stile in fotografia’, dedicata al tema ‘Bellezza, Miti e Ispirazioni’, dove due loro esposizioni inaugurate ieri sera si sono ritrovate quasi casualmente vicine, alla fondazione Ekaterina. Quella della principessa Anna Maria Borghese e’ una piccola ma preziosa mostra rappresentativa della societa’ italiana a cavallo tra ‘800 e ‘900: 160 foto scelte tra le oltre 8000 immagini gelosamente custodite dall’ingegner Novello Cavazza, nipote della principessa, e oggi per la prima volta in mostra fuori dall’Italia.
La Russia non e’ stata una scelta casuale, come ha spiegato l’ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi, rimasto cosi’ ‘folgorato’ insieme alla moglie dalle foto da promuovere alacremente l’esposizione. La principessa era infatti per meta’ russa, figlia di Maria Annenkov, appartenente ad un’importante famiglia aristocratica russa giunta in Italia a meta’ dell’800 e andata in sposa al duca Gaetano de Ferrari. Forse proprio il suo legame con la terra degli zar spiega lo sguardo tanto originale della sua opera: Anna Maria Borghese sembra aver ereditato dalla madre un ‘esprit’ russo, e la capacita’ di guardare il mondo con un occhio che le sue coetanee italiane non possedevano. Suo marito, Scipione Borghese, viaggiatore, esploratore ed alpinista, diplomatico e politico nel Parlamento italiano (dal 1904 al 1913), nel 1907 attraverso’ il mondo al volante di un’Itala insieme all’inviato del Corriere della Sera Luigi Barzini, vincendo la leggendaria corsa di automobili Pechino-Parigi. Anna Maria Borghese, non meno avventurosa, lo accompagnava con la sua fedele macchina fotografica, la Box di piccolo formato ad uso dei dilettanti da poco messa in commercio dalla Kodak. La Borghese fotografo’ Cina, Giappone, Persia, Siria, Egitto, Uzbekistan. E ovviamente la Russia e l’Italia.
Dalle sue immagini emerge un mondo speciale che comprende i ritrovi estivi di una famiglia aristocratica, ma anche lo sguardo di una giovane crocerossina nel mezzo della Prima Guerra Mondiale, alle prese con la bonifica dell’Agro Romano o nell’Abruzzo devastato dal terremoto.
‘La mostra rappresenta una nuova e originale testimonianza di carattere storico oltre che storico-fotografico, testimonianza che – come nel caso di altri illustri ‘dilettanti’ – si colloca al limite della pratica amatoriale, per affacciarsi nel mondo del fotogiornalismo’, ha sottolineato Maria Francesca Bonetti, che ha curato l’esposizione insieme a Mario Peliti (autore per l’occasione del catalogo in russo).
Appartengono invece pienamente al mondo del fotogiornalismo gli scatti di Inge Schoenthal Feltrinelli, venuta personalmente a Mosca insieme al figlio Carlo per l’inaugurazione della propria mostra, curata da Cristina Barbano. A 20 anni decise di fare la fotoreporter, per guadagnarsi da vivere e per scoprire un mondo che dopo la fine della seconda guerra mondiale immaginava meraviglioso. Grazie al suo coraggio, alla sua tenacia e ad un sorriso irresistibile, riusci’ a farsi strada con la sua Rolleiflex. I primi 50 dollari della sua vita li guadagno’ nel 1952 vendendo a ‘Life’ una foto di Greta Garbo sorpresa da sola ad un semaforo di Madison Avenue. Poi fu una galleria di successi, a partire dai ritratti di Hemingway, compreso quello iconico con un grosso merlin. A Mosca sono in vetrina tante altre sue foto di personaggi famosi della meta’ del Novecento: da Kennedy a Billy Wilder, da Elia Kazan a Churchill, da Picasso a Chagall, da Simon de Beauvoir ad Anna Magnani. Fino ad un Fidel Castro in pigiama.





























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