Italiani all’estero, Svizzera: Intercomites contro i tagli ai patronati

Si è tenuta a Berna l’annuale riunione indetta dall’Ambasciata d’Italia in Svizzera con i responsabile degli Uffici consolari, i parlamentari eletti nella Ripartizione Europa della Circoscrizione Estero, i membri del Cgie della Confederazione e l’InterComites. All’inizio dei lavori una delegazione del Coordinamento elvetico del Centro Patronati ha presentato un documento-appello sui rischi di chiusura delle sedi di patronato in Svizzera e nel mondo a seguito dei tagli al fondo patronati previsti dalla Legge di Stabilità 2015 approvata dal governo italiano.

Dopo aver già manifestato in quella sede, con un applauso generale, la propria solidarietà ai patronati, l’InterComites intende esprimere, si legge in una nota, “la propria grande preoccupazione per le conseguenze negative che vi potranno essere per la comunità italiana in Svizzera qualora lo stesso governo ed il parlamento italiano approvassero definitivamente tali tagli. Una comunità italiana, quella in Svizzera, di quasi 600.000 persone legata all’Italia da innumerevoli interessi come, probabilmente, nessuna altra comunità italiana nel mondo, una comunità che negli ultimi lustri ha già subito una desertificazione della rete consolare (da 22 a 5 Uffici consolari) ed una riduzione da 17 a sette Comites (quelli che si andranno ad eleggere il prossimo 19 dicembre)”.

“Una comunità che, oggi, può pertanto contare essenzialmente su dei servizi di tutela e di assistenza di prossimità garantiti unicamente dalla fitta rete dei patronati italiani presenti nell’intero territorio della Confederazione. Se anche questi uffici dovessero essere chiusi, a causa del taglio previsto nella  Legge di Stabilità 2015, i 600’000 italiani residenti in Svizzera si vedrebbero, quindi, privati degli ultimi presidi a cui rivolgersi in caso di bisogno per i loro problemi socio-previdenziali e non solo”.

“Raccogliamo, perciò, l’appello dei patronati in Svizzera – si legge ancora nel comunicato dell’InterComites Svizzera – e sollecitiamo il governo ed il parlamento italiani ad evitare che nella Legge di Stabilità 2015 si taglino così pesantemente i fondi a questi importanti ed unici strumenti di tutela e di assistenza gratuita per i connazionali, che altri Paesi peraltro ci invidiano, e sui quali possono fare affidamento i cittadini italiani in Italia ed all’estero”.