Italiani all’estero, Sel Svizzera: Governo Renzi divide il Paese

“E’ vergognosa la sentenza di assoluzione delle guardie carcerarie e del personale medico e paramedico coinvolti nell’assassinio di Stefano Cucchi: di fatto con questa sentenza lo Stato si chiama fuori da ogni responsabilità riguardo alla morte violenta di Stefano, senza dubbio provocata dopo il fermo. A peggiorare la situazione le dichiarazioni del sindacato di polizia, secondo il quale uno che prende la droga se la va a cercare. Alcuni esponenti di questo sindacato si sono persino permessi di “salutare“ la sentenza mostrando trionfanti il dito medio ai famigliari di Stefano. Una vergogna che ripete quanto accaduto al processo per l’uccisione di un altro ragazzo, Federico Aldovrandi, morto anch’egli in seguito al pestaggio subito mentre una pattuglia di polizia lo aveva fermato”. E’ quanto si legge in un comunicato di Sel Svizzera.

“Le morti di Stefano e Federico, insieme ad altre decine di violenze perpetrate per mano dello stato, mostrano il volto oscuro degli apparati dello stato, quelli che – per intenderci – dieci anni fa massacrarono di botte tanti giovani e adulti che durante il G8 di Genova dormivano nella scuola Diaz. Quelli che diedero via libera alla repressione che costò la vita al giovane Carlo Giuliani. Questi servi di apparati repressivi oscuri disonorano i loro colleghi, servitori onesti e coraggiosi di uno stato che lesina addirittura la benzina per le volanti.

In un Paese provato da una crisi economica durissima, l’attuale governo, che si definisce di centro-sinistra, invece di attuare politiche coraggiose di sostegno al lavoro e di tutela delle categorie più deboli, cerca di risolvere il disastro finanziario togliendo diritti ai lavoratori e sconfessando i sindacati. È in questo clima che la settimana scorsa a Roma la polizia ha caricato pesantemente il corteo dei lavoratori delle Acciaierie ternane che chiedevano pacificamente di salvare i loro posti di lavoro. Fa rabbia vedere come a fronte di una crisi industriale profonda, ed in particolare in assenza di ogni seria strategia di rilancio del settore siderurgico, invece di attivarsi per contrattare a livello europeo un piano di salvaguardia e di riconversione dei siti industriali italiani, si ricorra ai manganelli per mettere a tacere gli operai e i loro sindacati. Un fatto inquietante che evoca periodi di repressione che credevamo definitivamente dimenticati e che evidenzia ancora una volta l’inadeguatezza e le responsabilità del Ministro degli Interni Alfano, di cui giustamente come SEL chiediamo le dimissioni.

In questo clima di caduta a picco di ogni sentimento di solidarietà si conclude anche l’esperienza di “Mare nostrum”, che ha permesso di salvare la vita di molti migranti alla deriva nel Mediterraneo. Che succederà ora che ufficialmente l’Italia non è più responsabile per i soccorsi? A fronte di quello che appare un cedimento alle pulsioni razziste della destra italiana, occorre un’operazione di verità riguardo al programma europeo che dovrebbe sostituire Mare nostrum: si tratta in realtà di un programma che non persegue più la salvezza dei migranti, ma rafforza oggettivamente una linea di repressione, creando le condizione di nuovi drammatici naufragi. Solidarietà e accoglienza civile per profughi e migranti, diritti e cittadinanza per quanti si sono da anni stabiliti in Italia: sono queste le basi per una politica di immigrazione che crei integrazione e convivenza feconda. Su questi punti, da tradurre in politiche concrete, va sfidato il governo Renzi, campione di annunci anche sul versante della cittadinanza, ma fortemente deficitario nella concretizzazione dei diritti e delle politiche di immigrazione.

Sel Svizzera esprime solidarietà e vicinanza alle famiglie Cucchi e Aldovrandi. Ci sentiamo vicini ai lavoratori delle Acciaierie Ternane, a tutti quelli che difendono il loro posto di lavoro e a chi un’occupazione non riesce a trovarla. Sel Svizzera appoggia lo sciopero generale indetto dai sindacati e si impegna perché nel nostro Paese prevalgano la solidarietà e l’impegno verso i più deboli. Chiediamo inoltre al Governo un impegno concreto per garantire il soccorso rapido ed efficace a chi scappa da guerre e miserie attraversando il Mediterraneo a rischio della vita.

La deriva del governo Renzi evidenzia sempre di più l’urgenza di costruire un ampio schieramento di sinistra davvero in grado di cambiare verso alle politiche del lavoro, delle tutele e dei diritti. SEL deve essere protagonista di questo processo aggregativo parlando al mondo del lavoro e ai milioni di precari e di disoccupati attualmente non rappresentati politicamente. Dobbiamo parlare alle diverse anime della sinistra, a quanti per rassegnazione hanno rinunciato a votare, a quanti avvertono il disagio di restare nel PD e non condividono la mutazione genetica di questo partito”.