Italiani all’estero, Porta (Pd): chiudiamo i consolati? In ballo l’immagine dell’Italia nel mondo

"L’esame del rendiconto del 2013 e dell’assestamento del bilancio 2014 fatto in Commissione Esteri ha consentito di avere un quadro preciso della situazione finanziaria in cui versa il ministero degli Esteri e dello stato dei servizi riguardanti le nostre comunità. La linea di tendenza, purtroppo, è quella nota. Il susseguirsi dal 2007 dei provvedimenti di contenimento della spesa e, ancora di più, i tagli lineari che si sono prolungati fino a quest’anno, hanno ridotto il bilancio del Mae a uno 0,3% delle risorse complessivamente disponibili per i vari ministeri, a fronte dello 0,6% del 2007. Aumentano le distanze, dunque, dai nostri partner europei che destinano alla politica estera risorse che vanno dall’1,1% della Germania all’1,8% della Francia. Ha ragione dunque il relatore Vincenzo Amendola a sottolineare l’obiettivo squilibrio e, in prospettiva, l’insostenibilità di questa situazione nei rapporti con i Paesi europei". E’ il commento del deputato del Pd eletto all’estero e presidente del Comitato per gli italiani nel mondo alla Camera Fabio Porta. Per quanto riguarda le strutture e i servizi consolari, dal 2007 al 2011 hanno "subito una riduzione di 18 strutture, passando complessivamente da 246 a 228. Nel 2013 se ne sono chiuse altre otto e aperte due; nel 2014, a seguito dei noti provvedimenti che hanno animato il confronto con il governo nei mesi scorsi, se ne chiuderanno altre 27. Una serie di misure che richiedono un grande impegno di razionalizzazione per aumentare l’efficienza di ciò che è sopravvissuto e, soprattutto, per mantenere un livello accettabile di servizi per i nostri connazionali".

"Oltre al soddisfacimento di elementari diritti dei nostri concittadini, è in ballo l’immagine e la capacità del nostro Stato di sviluppare proficue relazioni con autorità e forze che agiscono a livello locale, cosa quanto mai necessaria per la tutela dei nostri interessi nazionali", dichiara Porta, che propone una "riduzione degli sprechi".

Il deputato democratico è "intervenuto per richiamare ancora una volta l’attenzione del governo e dei colleghi parlamentari sull’esigenza di reinvestire nel miglioramento dei servizi le percezioni che i consolati realizzano. Lo stesso sottosegretario Giro ha confermato che una delle poche strade percorribili è quella della riassegnazione degli incrementi dei diritti e delle tariffe consolari. Ho ricordato, a questo proposito, di avere assunto, assieme ai colleghi eletti all’estero del Pd, una serie di iniziative, l’ultima delle quali è un disegno di legge mirato a questo scopo, per consentire la riassegnazione al Mae e il trasferimento ai consolati delle somme derivanti dai diritti percepiti per il riconoscimento di cittadinanza. Ci sono montagne di giacenze e uno Stato dignitoso e moderno non può richiedere contributi ai cittadini senza dimostrare di essere capace di rendere fisiologici i rapporti che essi intrattengono con la pubblica amministrazione".