Italiani all’estero, l’Italia del futuro gira il mondo – di Roberto Zanni

E’ un viaggio dove è possibile vedere il percorso innovativo dell’Italia attraverso alcune delle più significative eccellenze scientifico tecnologiche del nostro Paese. È partito da Tokyo ed è appena sbarcato a San Francisco dove si fermerà fino al 23 agosto, per poi spostarsi a Los Angeles (dal 5 settembre al 4 ottobre) e infine Budapest (dal 26 novembre al 18 dicembre). È una mostra itinerante: ‘L’Italia del futuro’, dove si guarda avanti per celebrare anche il passato: "rileggendo – si legge nella presentazione della mostra – l’eredità di secoli di ingegno in ogni campo dell’arte e del sapere attraverso le realtà oggi quotidianamente impegnate a costruire ‘l’Italia del futuro’. Un’Italia dove il progredire della conoscenza diventa strumento per migliorare la qualità della vita dell’intera società". La rassegna così particolare e interessante, sarà ospitata, in ogni sede, dall’Istituto Italiano di Cultura e negli USA farà parte del ‘2013: Anno della Cultura Italiana’. Promosso dal Ministero degli Esteri e creato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), in collaborazione con l’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), l’INFN (Istituto nazionale di Fisica Nucleare) e l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore San’Anna di Pisa, l’Italia del Futuro, questo il titolo della rassegna itinerante, è una esplorazione fatta attraverso le più recenti scoperte scientifiche che hanno avuto come protagonista il nostro Paese. Si presenta così una collezione di esempi delle più importanti innovazioni di cui l’Italia è artefice e pioniera a livello internazionale che testimoniano il dinamismo e la capacità di rinnovarsi del nostro Paese, proiettato nel futuro, ma con radici in una cultura plurimillenaria.

Robotica, fisica delle particelle, medicina, tecnologie di restauro e valorizzazione dei beni archeologici e culturali sono solo alcune delle discipline trattate all’interno del percorso interattivo, che offre al visitatore la possibilità di toccare e sperimentare con mano i più promettenti risultati della ricerca nazionale. È una piccola, ma significativa celebrazione, di quanto l’Italia ha saputo fare, e continuare a fare, nell’ambito di diversi settori della ricerca che comunque alla fine, qualsiasi sia il campo trattato, confermano quell’immagine globale che è l’orgoglio del nostro Paese e che si chiama ‘Made in Italy’. Perché se con quelle tre parole di solito  si intende soprattutto la moda, oppure i motori, questa rassegna dimostra che c’è molto di più: scienza e tecnologia, robotica, particelle fisiche, medicina, trasporti, archeologia. Il percorso espositivo della mostra è stato sviluppato su un concetto di Manuela Arata e disegnato dall’Ufficio promozione e Sviluppo di Collaborazioni del CNR. La sezione chiamata ‘Un nuovo made in Italy’ offre la visione di tecnologie sviluppate dal CNR, come ad esempio sensori capaci di fornire dai sui contenuti di anidride carbonica nelle bottiglie di vino, birra eccetera senza forare il tappo, poi fotovoltaico di ultima generazione.

Passando alla sezione ‘Medicina’ c’è l’ArBot, sistema robotico per la riabilitazione degli arti inferiori e il ‘Bone Aid’ impianti ossei di nuovissima concezione, ma anche macchine molecolari azionate dalla luce (Università di Bologna). Poi passando a ‘Mare e Trasporti’ modelli di elica che illustrano l’evoluzione di questo sistema di trasporto oltre ad altri carene di motoscafi e navi militari utilizzati per prove di idrodinamica in vasca.

Interessantissima poi la sezione ‘Robotica’: c’è il Cub, robot umanoide completo e dimensionato come un bambino di tre anni, HyQ un robot  quadrupede capace di camminare su diversi tipi di terreno, poi, dalla Scuola Superiore Sant’Anna ecco DustCard maquette del vero robot utilizzato per la raccolta differenziata e Octopus, prototipo flessibile di braccio robotico ispirato al polpo. "La robotica è la risposta tecnologica ai reali bisogni – ha spiegato Paolo Dario, direttore dell’istituto BioRobotics della Scuola Superiore Sant’Anna – per l’invecchiamento della popolazione e per la necessità di sistemi sempre più sostenibili e intelligentemente pianificati". Le altre sezioni che completano la mostra sono ‘Fisica delle particelle’ e ‘Beni Culturali e Archeologia’.