Italiani all’estero, elezioni Comites? No, grazie! – di Maurizio Raviola

Cari connazionali, da qualche settimana, sulla stampa dell’emigrazione si legge che finalmente dopo 10 anni ci saranno le  tante “desiderate” elezioni del Comites, organismi istituiti circa 30 anni fa. Ma a chi interessano? Non certamente alla stragrande maggioranza della comunità italiana residente all’estero. E allora a chi? A un gruppo di persone, attualmente di area Pd, che da tre decenni si sono attaccate a queste cariche e poltrone e non le mollano.

Il ruolo del Comites sarebbe quello di farsi portavoce delle problematiche dei cittadini italiani che vivono oltreconfine e di supporto alle varie sedi consolari e diplomatiche nel mondo. Invece se prendiamo in considerazione gli ultimi 10 anni, si comprende che non si sono preoccupati di niente o per meglio dire non hanno dato nessun sostegno a risolvere il problema, per esempio, della assurda e ingiusta tassa sugli immobili posseduti in Italia da chi abita all’estero, oppure fermare i tagli dei contributi, ormai ridotti al minimo, per i Corsi di lingua e cultura italiana da parte del Ministero degli Affari Esteri.

Ecco i punti su cui i rappresentanti dei Comites si dovevano unire e impegnarsi al massimo, invece insieme ai parlamentari della Circoscrizione estero e al CGIE, un altro inutile organismo, si sono solo preoccupati di fare eleggere i loro candidati e mandarli a Roma a scaldare la sedia nel Parlamento italiano.

Ormai il Comites si è ridotto solo a una graduatoria per ottenere la candidatura alle elezioni politiche. Per questi motivi dico che queste elezioni sono inutili, anzi bisognerebbe smantellare tutti questi organismi di sola facciata e di interesse personale che costano soldi e non producono nessun beneficio.

Se però alla fine, come sembra, si dovrà votare, allora bisognerebbe impedire che personaggi che da oltre 20 anni si trovano nei suddetti Comites possano ricandidarsi, perché si sono dimostrati indegni di rappresentarci. C’è bisogno di una “rottamazione” per usare un termine caro al loro leader e candidare facce nuove che abbiano soprattutto idee concrete e al passo coi tempi. Per questo inviterei tutti i rappresentanti attuali dei Comites a farsi da parte, per il bene della comunità italiana nel mondo.