Italiani all’estero, Bonino: Dall’Oglio? Nessuna prova che sia stato ucciso

La Libia è ormai fuori controllo, l’Egitto sembra invece andare verso la stabilizzazione. Sui marò ci vuole riservatezza, così come sulla vicenda di padre Dall’Oglio. È un’Emma Bonino a tutto tondo quella che ha risposto nel pomeriggio alle domande di "Repubblica Tv". Sulla vicenda dei due soldati italiani ancora sotto processo in India, il ministro degli Esteri preferisce non sbilanciarsi: "In questi casi – spiega – è sempre meglio mantenere il più possibile prudenza e riservatezza. Spero solo che mercoledì nella prossima audizione di Steffan De Mistura in parlamento possano essere dai novità positive. Io preferisco la politica dei risultati a quella degli annunci e credo che la riservatezza, che non è segretezza, a volte protegga di più".

La continua emergenza Lampedusa, fra centri di accoglienza stracolmi e tragedie del mare, è un altro dei temi caldi. Per Bonino "il tema non è ‘quanti ve ne prendete?’, perché le cifre italiane sono ben al di sotto di quelle di altri paesi europei; la questione è sensibilizzare l’Europa sulla questione della frontiera sud del continente. Da gennaio 30 mila persone sono state soccorse in mare, lo dico per far capire all’Europa che siamo attori importanti di salvataggi in mare".

Parlare di immigrazione significa inevitabilmente fare i conti con il caos del Nord Africa. In particolare, spiega la titolare della Farnesina, la situazione libica "è assolutamente fuori controllo" come dimostra anche l’allarme dell’Eni che "sta minacciando di chiudere i pozzi". Ma non possiamo "mandare l’esercito, mi pare difficoltoso: serve una soluzione politica". Diverso il caso dell’Egitto, meta ancora sconsigliata dal ministero ma in via di stabilizzazione, per la gioia delle agenzie di viaggi, alle quali Bonino si rivolge comprendendo che la difficile situazione nell’area ricada anche su di loro: "In Egitto – spiega – c’è uno stato emergenza che dovrebbe essere tolto il 15 novembre. Voglio tuttavia sottolineare che noi riceviamo le nostre informazioni in merito da enti preposti che sono in rete con tutti gli altri enti della regione, il consiglio o lo sconsiglio deriva da queste informazioni, io non ho motivo per punire un settore come quello degli operatori turistici, ma ho altri tipi di responsabilità, devo decidere se un luogo è sicuro o no. Devo dire le cose come stanno o, meglio, come io le so".

Sempre restando sulla sponda meridionale del Mediterraneo, l’altro teatro caldo per eccellenza è la Siria. Il ministro degli Esteri spiega che "il negoziato per Ginevra 2 si sta ingarbugliando sempre di più. Il nostro giudizio politico su Assad è chiaro, non c’è bisogno di stare qui a ripeterlo, ma l’opposizione ha contiguità con gruppi jihadisti e qaedisti che non la rendono credibile. Circa Ginevra 2, l’opposizione non ha ancora deciso se partecipare, in quale forma e con quale rappresentatività. Quello che noi possiamo fare per adesso e stiamo facendo è uno sforzo umanitario molto forte".

Il caos siriano rende complicata anche la questione di padre Dall’Oglio, il religioso rapito in Siria nel corso di un suo tentativo di mediazione e da allora scomparso nel nulla. "Ci sono – afferma Bonino – fili molto fragili, la situazione si è inviperita, alcune informazioni sono solo depistaggi. Purtroppo mentre Dall’Oglio cercava di mediare è esplosa la rivalità fra le fazioni, fra jihadisti e curdi in buona sostanza. Posso solo dire che non abbiamo prove che sia stato ucciso, è una prova in negativo ma da quelle parti le notizie più cattive si saprebbero".

Rispondendo a domande più centrate sulla situazione italiana, invece, il ministro ha spiegato a chi le chiedeva conto della sua candidatura con una lista radicale alle elezioni in Basilicata, che "da militante radicale sostengo questa lista, sono comunque ultima quindi è un atto poco più che simbolico, non esiste che io sia eletta". Bonino ha poi raccontato come sia difficile fare il lavoro di ministro in un governo perennemente minacciato di sfiducia: "E’ ovvio che uno può mettere in cantiere iniziative se ha davanti un periodo, se tutto è lasciato alla fibrillazione del momento lo si fa comunque ma tutto è più difficile. Il Paese non ha bisogno di un’altra tornata elettorale, tanto meno con questa legge elettorale. Questo è un periodo extra ordinario, sarebbe bene non sprecarlo". Commentando lo scandalo che ha coinvolto il ministro della Giustizia in relazione al caso Fonsai-Ligresti, infine, Bonino ha detto: "La ricostruzione della Cancellieri mi convince, spero che l’indignazione non spenga l’attenzione sulla situazione delle carceri. E’ passato sotto silenzio del Parlamento anche il messaggio di Napolitano alle Camere".