Italiani a Londra, caos passaporti. Che fa il governo italiano?

E’ caos passaporti a Londra, gli italiani ivi residenti non riescono a rinnovare il proprio documento di viaggio. Così centinaia di connazionali hanno promosso una petizione per sollecitare il miglioramento dei servizi consolari. Consolato: ‘Se situazione sanitaria lo permetterà, più slot per appuntamenti’

Rinnovare un passaporto a Londra, per un italiano ivi residente, è diventato praticamente impossibile. Centinaia di nostri connazionali sono alle prese con un Consolato generale che non riesce a far fronte alle tante, troppe richieste che arrivano da parte della comunità italiana. E il caos è totale.

Rachele, italiana che vive a lavora a Londra dal 2014, deve rinnovare il suo passaporto e per questo ha cercato invano di prendere appuntamento in Consolato: “Ho fatto 75 telefonate ma nessuno mi ha risposto”.

Veronica D’Antona che lavora e vive a Colchester non si è ancora rassegnata ma è stremata: “È circa cinque mesi che cerco di parlare con qualcuno al consolato per prendere un appuntamento. Hanno bloccato i call center dedicati ma la cosa buffa è che quando hai la fortuna di prendere la linea ti lasciano in attesa anche per un’ora e mezza fino a quando non scatta l’orario di chiusura degli uffici e ti riattaccano beatamente il telefono in faccia”.

Stessa situazione per tantissimi altri connazionali residenti nel Regno Unito. Pensate che quelli iscritti all’AIRE del Consolato di Londra sono oltre 430mila.

La vicenda è stata ripresa anche dalla stampa nazionale. Se n’è occupato anche il Fatto Quotidiano, che scrive: “Chi ha provato a chiamare il consolato racconta di non aver potuto parlare con nessuno”, “dal 21 gennaio si possono prendere appuntamenti solo online ma gli slot per gli incontri sono limitatissimi”. Sono tutte difficoltà che hanno spinto oltre 500 italiani a promuovere una petizione online con lo slogan “Per il potenziamento dei servizi offerti dal Consolato Italiano di Londra”. La raccolta firme è stata inviata alla Farnesina.

Marco Villani, Console a Londra, parlando col Fatto Quotidiano ha spiegato: “Abbiamo sempre tenuto aperti i nostri uffici. Stiamo concludendo gli appuntamenti presi. Naturalmente siamo a regime ridotto perché le disposizioni normative ci impongono regole con protocolli rigidi. Per chi ha necessità e urgenza di partire rilasciamo subito il passaporto e il documento di viaggio. Basta presentarsi qui”.

Nel corso del 2020, il consolato generale ha emesso 25.102 passaporti, di gran lunga il primo in questo settore fra tutti gli uffici consolari italiani nel mondo con una quota pari all’11,3% di tutti i libretti emessi dall’intera rete diplomatico-consolare italiana nel mondo, costituita da oltre 200 fra ambasciate e consolati.

Il console si è impegnato a risolvere il problema: “Il nostro ufficio passaporti riceve ogni giorno fra le 70 e le 90 persone che hanno un appuntamento prenotato. Mi rendo conto – spiega Villani – del problema. Il call center è stato chiuso ma abbiamo implementato il servizio mail e la prenotazione online. Stiamo valutando di aprire ulteriori slot nei prossimi giorni in modo da decongestionare la situazione”.

Certo il Console da solo può fare poco. Qui c’è bisogno della forza del governo italiano, che deve occuparsi di portare avanti una vera politica per gli italiani nel mondo. L’Italia non può e non deve dimenticarsi dei propri figli lontani.