Isonzo fiume transfrontaliero, parte il progetto europeo – di Claudia Nobile

Gestione delle acque delle Nazioni Unite per lo studio della gestione integrata transfrontaliera. Da oggi parte il Progetto Nexus un programma europeo che punta ad un corretto utilizzo e alla tutela del fiume Isonzo in collaborazione tra Italia e Slovenia. Ha come obiettivo quello di analizzare alcuni bacini fluviali nel mondo per capire come sono gestiti dal punto di vista transfrontaliero al fine di garantire un adeguato rapporto tra gli usi dell’acqua nel settore ambientale, agricolo ed energetico.

Un progetto che è stato confermato alla conclusione del biennio di presidenza italiana della Convenzione delle Alpi. Lo scorso 9 febbraio si è tenuta a Gorizia presso la sede della Regione di via Roma la prima riunione di coordinamento in vista dei contatti con l’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) Water Convention.

La Commissione per le acque delle Nazioni Unite ha inserito l’Isonzo (Friuli), assieme ad altri otto fiumi transnazionali, quali ad esempio il Niger (Africa), il Mekong (Laos centrale), nel suo progetto di studio di gestione delle acque, soprattutto per la storia del corso d’acqua che in meno di 140 km passa dalle Alpi all’Adriatico. Il suo ineluttabile destino risale a quarant’anni fa, quando poteva essere considerato addirittura una componente liquida della cortina di ferro.

Ciò nonostante la gestione del fiume, anche se i due sistemi politici sono completamente diversi, è riuscita a mantenere un ecosistema vitale.

L’Isonzo, con le sue splendide acque, potrebbe diventare anche l’esempio della buona gestione di un fiume transfrontaliero. Ne è convinto Paolo Angelini, responsabile del Progetto Nexus presso il Ministero dell’Ambiente che a Gorizia, nella sede della Regione, ha inquadrato assieme all’assessore all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia Sara Vito i dati e gli studi già a disposizione della amministrazione. La Regione diventerà una sorta di braccio operativo del progetto che coinvolge anche Lubiana. Secondo l’assessore Vito è questa un’ottima opportunità per incentivare ulteriormente la collaborazione sulla gestione integrata del fiume. "Questo Progetto molto ambizioso – ha affermato l’assessore Sara Vito – rappresenta per il Friuli Venezia Giulia un grande valore aggiunto: Nexus ci dà la possibilità di far conoscere all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) il patrimonio ambientale e culturale che il fiume Isonzo rappresenta per la nostra regione".

Il confronto sul caso Isonzo è un ulteriore passo in avanti per la cooperazione transfrontaliera delle autorità locali, regionali italiane e slovene e della coerenza politica delle scelte tra diversi settori. L’aver tratto da questo incontro una conclusione di merito è particolarmente importante perché l’attività di questo meeting, e di quelli successivi, dovrà concludersi ed essere presentata alla Conferenza dei Ministri UNECE nel novembre 2015. In particolare, nella conferenza internazionale che si terrà a Budapest, saranno offerti i risultati dei lavori del coordinamento del Progetto riguardante la parte italiana del Bacino dell’Isonzo; seguirà l’avvio dei lavori del coordinamento relativo alla parte slovena del Bacino.

A questa prima riunione di coordinamento nazionale del Progetto Nexus sul Bacino del fiume Isonzo, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, hanno partecipato i rappresentanti della Regione, della Convenzione delle Alpi e dell’Autorità del Bacino Alto Adriatico.