Islam, religione del terrore? – di Marco Zacchera

16/10/09 TODAY Picture by Tal Cohen - Muslims protest outside Geert Wilders press conference in central London 16 October 2009, Wilders who faces prosecution in the Netherlands for anti-Islam remarks pays visit to the capital. The Freedom Party leader said 'Lord Malcolm Pearson has invited me to come to the House of Lords to discuss our future plans to show Fitna the movie.' Wilders won an appeal on October 13 against a ban, enforced in February, from entering Britain. Ministers felt his presence would threaten public safety and lead to interfaith violence. (Photo by Tal Cohen) All Rights Reserved – Tal Cohen - T: +44 (0) 7852 485 415 www.talcohen.net Email: tal.c.photo@gmail.com Local copyright law applies to all print & online usage. Fees charged will comply with standard space rates and usage for that country, region or state.

Mi rifiuto di pensare che la stragrande maggioranza di musulmani possa minimamente condividere le iniziative criminali di una minoranza di fanatici, ma si pone il problema a livello mondiale che i paesi musulmani, le autorità religiose islamiche e le comunità musulmane anche del nostro paese dicano finalmente almeno una parola chiara su questi episodi e prendano atteggiamenti conseguenti.

Non bastano tiepidi dissensi o parole di circostanza, abbiamo il diritto – come cittadini del mondo ma anche come cristiani – di vedere gesti precisi da parte dei governanti dei paesi islamici e dei loro capi religiosi.

Da che parte stanno “veramente” l’Arabia Saudita, l’Indonesia, il Pakistan come il Sudan, la Somalia o lo Yemen? Attenti perché alla fine il governo siriano, russo, egiziano e perfino iraniano… Tutti questi governi saranno totalitari o poco democratici, ma il loro nemico è comune al nostro.

Non bastano più le operazioni di polizia più o meno internazionali, sono innanzitutto i capi religiosi credibili dell’Islam che devono “scomunicare” i pazzi scatenati e lottare contro di essi. Se non lo fanno bisogna avere allora il coraggio di tenere atteggiamenti diversi verso chi non prende posizioni chiare.

Vale anche per noi, purtroppo, intesi come Unione Europea che vive ipocrisie e contraddizioni che sempre più spesso appaiono indecenti.

Non condivido la demagogia, il giocare sulla paura della gente, il razzismo soprattutto se sfruttato a fini elettorali, ma a Matteo Renzi e a chi come lui se la prende con la Lega sostenendo che gli stranieri vanno “integrati” porrei una domanda: ok, ma poi cosa si fa, concretamente, con chi non vuole essere integrato?

*ex deputato PdL