Questa nuova legge che tratta il reato di diffamazione che sarà approvata dal Parlamento non piace. L’ho anche commentata sul mio blog "The Candelabra of Italy". In pratica, essa prevede multe salatissime, obbligo di rettifica senza diritto di replica e cancellazione dell’articolo ritenuto diffamante. Sarà estesa anche ai blog (come il mio), ai siti e alle testate online. A questo punto, ci dicano che la democrazia è finita. Questa legge, infatti, è liberticida.
Ora, faccio un confronto con la legge che regolamenta il reato di diffamazione negli Stati Uniti d’America. Negli USA, un articolo viene ritenuto diffamante (e quindi passibile di sanzione penale) se la notizia che esso riporta è falsa e se la notizia falsa riportata è stata pubblicata in malafede. La legge americana sta esattamente nel solco del diritto di un Paese realmente democratico. La legge italiana, invece, punisce anche chi riporta notizie vere e che li riporta in buona fede.
Ergo, se un ipotetico signore di nome Tizio Caio Sempronio fosse un ladro e di ciò ci fossero le prove certe e se sul mio blog scrivessi di questa persona definendola un ladro, io potrei essere denunciato dalla succitata persona che si sentirebbe diffamata. Questo è il parossismo della follia! Qui in Italia non si può dire neppure che una persona è raccomandata anche se questa è raccomandata per davvero. Negli USA, una cosa del genere non sarebbe accettata.
Il compito di chi ha un giornale o di chi ci lavora, o di chi (come me) ha un blog, è quello di informare il cittadino e di tutelarlo da eventuali abusi ed ingiustizie. Questa legge lo impedisce. Forse, quello che sto per dire potrebbe risultare brutto, ma è un’amara constatazione di una situazione che si sta mostrando nella sua peggiore forma.
Noi italiani non meritiamo la democrazia. Non sappiamo votare (e la situazione politica attuale lo dimostra) ed accettiamo anche leggi sbagliate come quella di cui ho parlato ora. Un popolo che accetta queste situazioni non merita la democrazia.
Oltretutto, alla luce di quanto accaduto a Parigi, noi abbiamo il diritto di difendere la nostra libertà di stampa. Per questo, io ritengo errata questa nuova legge.
































Discussione su questo articolo