Islam, a Milano continua la polemica sulle moschee

Continuano le polemiche sull’ assegnazione da parte del Comune di Milano di tre aree dove saranno costruiti dei luoghi di culto. E non si tratta solo del no alla moschea da parte del centrodestra (due dei tre terreni andranno ad associazioni islamiche e uno alla chiesa evangelica) ma di critiche da parte degli esclusi e anche, da parte di chi ha vinto, per i nuovi annunciati passaggi in consiglio comunale. "Anche la Tunisia pensa alla chiusura delle Moschee. Milano controcorrente" ha scritto su twitter la coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini, che ha chiesto di "sospendere subito l’assegnazione dei terreni".

Le questioni da risolvere non sono poche. L’assessore alla partita Pierfrancesco Majorino in un comunicato ha ammesso che sull’assegnazione dello spazio di via Esterle pesera’ "il contenzioso" fra il vincitore e l’amministrazione comunale. C’e’ poi da tenere conto del voto in consiglio comunale sul cambio di destinazione d’uso dei terreni. "E’ proprio un controsenso – ha sbottato Davide Piccardo, portavoce del Caim (il coordinamento delle associazioni islamiche milanesi) che ha ottenuto l’assegnazione di uno degli spazi – dal punto di vista amministrativo, mettere a disposizione di un bando delle aree che non hanno la destinazione urbanistica adatta per ospitare quel tipo di funzione". D’altronde secondo il consigliere di Fdi, Riccardo De Corato questo passaggio in aula "sara’ la tomba del bando". Ci sono poi gli esclusi, come lo "storico" (per definizione di Majorino) centro islamico di viale Jenner che non ha vinto il bando per l’area del Palasharp dove ora organizza la preghiera del venerdi’. Il rischio, quindi, e’ che i fedeli possano tornare a pregare in strada, in viale Jenner. "Se non troviamo un’altra soluzione… – ha detto il direttore del centro Abdel Hamid Shaari. – Ma aspettiamo e vediamo. La graduatoria non e’ definitiva. Puo’ darsi che il primo salti. Noi abbiamo tanta fiducia in Dio".

A lui certo non bastano le parole dell’assessore che ha spiegato che comunque al Palasharp potra’ sorgere una moschea. "La gente viene ora a pregare al Palasharp perche’ la direzione li soddisfa" e non e’ detto che lo stesso valga per un’altra direzione perche’ non tutte le moschee sono uguali, come non lo sono tutte le chiese. "Certo – ha concluso – non sara’ Majorino a dire dove vanno i fedeli". Ma l’assessore non intende fare marcia indietro. E conferma che una delle aree sara’ affidata alla comunita’ evangelica dato che il bando prevede che non piu’ di due aree vadano alla stessa confessione religiosa. "Noi andiamo avanti – ha annunciato – perche’ stiamo affrontando un problema gigantesco, cercando soluzioni concrete nuove". "Ci auguriamo che le forze politiche e le istituzioni si concentrino sulle soluzioni concrete da avanzare e non sulla volonta’ di alimentare tensioni e conflitti" ha sottolineato convinto che si tratti di "soluzioni che possono essere ancora piu’ forti se il mondo musulmano milanese vorra’ ricomporre i conflitti al proprio interno che lo hanno caratterizzato in questi anni".