Iraq, Casini (Udc): anche l’Italia mandi armi ai curdi

"Siamo passati dal terrorismo e dai terroristi agli Stati terroristi. Dunque, ha fatto bene Obama a intervenire in Iraq e ora dobbiamo spingere l’Europa, perché il semestre di presidenza è nostro, a un’iniziativa analoga". Lo afferma il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini in una intervista al Corriere della Sera parlando della situazione in Iraq. E aggiunge: "La nostra iniziativa può sostanziarsi in tre passi: aiuti ai curdi, anche di carattere militare, attivazione di corridoi umanitari e aiuti alle popolazioni messe al bando dagli islamici".

Secondo il leader Udc "fa bene il governo a muoversi" e sottolinea che "sono in contatto con il presidente della commissione Difesa della Camera Nicola Latorre. Possiamo riaprire il Parlamento in poche ore. C’è la consapevolezza di tutti che bisogna muoversi anche perché il Kurdistan è un Paese amico dove ci sono moltissimi investimenti italiani", "la cornice internazionale bisogna concertarla al più presto. Francia e Inghilterra già si stanno muovendo".

Quindi affronta il nodo Libia: "La vicenda libica è esplosiva. Purtroppo, bisogna riconoscere che l’unico che aveva visto la situazione era Berlusconi. Lui ha resistito finché possibile all’azione francese, lui è stato fagocitato dalla Nato e alla fine si è dovuto accodare", "in politica estera delle migliori intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno. Non è che si dovesse difendere Gheddafi ma certo era meglio un dittatore che il caos e l’anarchia col rischio di califfati islamici a Bengasi. In Libia c’è stata una responsabilità storica di Sarkozy: un disastro che ora paghiamo noi più che altri. Siamo il primo porto di accoglienza dell’immigrazione clandestina…".