Insegnare la lingua italiana all’estero genera profitto: scuole vere e proprie imprese culturali

Iacopo Viciani, del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, intervenuto oggi a Roma presso la sede dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo, in occasione del convegno Asils (Associazione scuole di italiano come seconda lingua), ha detto: “È necessario ampliare il potenziale della lingua italiana ribadendo con forza l’impegno manifestato in occasione degli Stati generali della lingua italiana nel mondo, tenutisi a Firenze lo scorso ottobre. Insegnare la lingua italiana ai non italofoni è una missione culturale", è il messaggio che Viciani ha voluto lanciare, sottolineando l’importanza della lingua italiana come strumento di dialogo interculturale, sviluppo e crescita economica.

"Insegnare la lingua italiana – ha aggiunto – non è solo un atto dovuto per valorizzare la cultura del nostro Paese, ma è un obiettivo economico: la lingua italiana può generare profitto e occupazione dando vita a un circolo produttivo e fruttifero tra import, export, turismo e investimenti".

Viciani, intervenuto in rappresentanza del sottosegretario agli Affari esteri Mario Giro, ha dichiarato che "il sistema Italia ha l’occasione di generare profitti grazie alle potenzialità e alla grande richiesta della lingua italiana nel mondo. Serve però un cambio di mentalità, messaggio che deve arrivare innanzitutto alla classe politica: la lingua italiana è un capitale che non deve essere dilapidato. C’è, infatti, bisogno di un impulso pubblico e privato per fondare non solo delle scuole di italiano all’estero ma per creare delle vere e proprie imprese culturali. In termini di internazionalizzazione servono imprese miste con partner esterni e serve la possibilità di un credito agevolato per tutti quei paesi emergenti fortemente interessati al nostro bagaglio linguistico-culturale".

La lingua italiana individuata dalla presidente Asils Francesca Romana Memoli come "volano del made in Italy" investe ormai sia il settore pubblico che quello privato dello studio in Italia e all’estero. Stefano Zanini, capo ufficio III direzione generale sistema paese del Maeci, impegnato nella promozione delle lingua italiana all’estero, ha infatti sottolineato "l’importanza di censire il settore privato dell’insegnamento dell’italiano". "In questo senso – ha aggiunto Zanini – la qualificazione dei docenti impegnati e la certificazione dei titoli rilasciati agli studenti, rappresentano dei punti imprescindibili per la promozione e la valorizzazione della nostra lingua".

Loredana Cornero, segretaria generale della Comunità radiotelevisiva italofona, ha sottolineato "l’impegno della Rai che garantisce ormai canali, trasmissioni e stazioni radiofoniche rivolti alle diverse comunità italofone nel mondo". Al fine di sfruttare al massimo le sue potenzialità, ha dichiarato Cornero, "l’italiano deve trovare un suo ruolo, individuando il suo plusvalore: non è possibile continuare a parlare solo ed esclusivamente dell’italiano come ‘la lingua di Dante’. Tra le tante iniziative valide per la promozione dell’italiano – ha detto ancora Cornero – è fondamentale la riscoperta e l’utilizzo di tutti quei termini che spesso vengono sostituiti con parole prese in prestito da altre lingue, in maniera ingiustificata vista la ricchezza e la varietà del nostro vocabolario".