INGUARDABILE | L’audizione dell’”operaio” Schiavone (CGIE) diventa un comizio Pd

Presenti tutti i deputati eletti all’estero del Pd, c’era anche Fucsia Nissoli di Forza Itala. Clima da stadio e gara a chi la spara più grossa contro il governo. Ma la Commissione Affari Costituzionali non può diventare il luogo per consentire ai dem di fare campagna elettorale. E Schiavone come Segretario Generale dovrebbe essere super partes

Un comizio targato Pd. Con tanto di applauso finale, anche se “in Commissione non si possono fare applausi, colleghi”. Il clima però era proprio quello, da stadio. Quello svolto durante l’audizione in Commissione Affari costituzionali da Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE, è stato di fatto un continuo sottolineare la mancanza di attenzione del governo nei confronti degli italiani all’estero.

Tra i presenti anche un professore costituzionalista, il quale, replicando a una domanda di un deputato Pd, ha sottolineato di non intravedere alcun elemento di incostituzionalità nella proposta di riduzione del numero degli eletti all’estero.

“Io non sono un costituzionalista – ha sottolineato in conclusione Schiavone -, sono un operaio e chiedo rispetto per gli italiani nel mondo”. Bellissime parole, di sicuro, che hanno suscitato l’applauso da parte degli eletti all’estero presenti, tutti dell’opposizione.

Per il Pd c’era Francesca La Marca dal Nord e Centro America, Massimo Ungaro e Angela Schirò dall’Europa, Nicola Carè dall’Australia. Tutto questo Pd più una spruzzata di Forza Italia, con la presenza dell’On. Fucsia Nissoli, eletta nel Nord e Centro America e residente negli States.

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Sarà stata la telecamera della diretta web a galvanizzarli un po’ tutti, fatto sta che uno ad uno gli eletti oltre confine presenti sono intervenuti esprimendo con veemenza la loro contrarietà alla riduzione del numero degli eletti all’estero, ovvero di se stessi.

A chiedere la parola per prima è stata Nissoli, subito inseguita da La Marca, che di certo non poteva restare indietro; la competizione, tra le due, da sempre, è fortissima. Sciolto il ghiaccio, sono intervenuti tutti gli altri, e con l’occasione hanno criticato l’operato del governo – parlando anche di servizi consolari, secondo loro, sempre meno efficienti – e hanno evitato di dire, a chi sottolineava la necessità di valutare una riforma del voto all’estero, che questo governo fin dall’inizio di questa legislatura sta lavorando a tale riforma e per farlo ha coinvolto pure il CGIE. Questo però non è stato ricordato da nessuno, nemmeno dall’”operaio” Schiavone.

Dispiace osservare quanto troppo spesso chi ricopre incarichi istituzionali sia incapace di essere davvero super partes e di mantenere una seppur apparente imparzialità. Ciò accade sia a destra che a sinistra, per carità; ma nel caso in questione, la Commissione Affari Costituzionali non può diventare il luogo per consentire a Michele Schiavone (che, ricordiamo, è stato segretario del Pd Svizzera fino all’altro ieri) e agli eletti Pd di fare campagna elettorale.

D’altra parte, ci chiediamo: ma gli eletti all’estero di maggioranza dov’erano? Con la loro presenza avrebbero potuto comunque contrastare gli attacchi a senso unico dei dem e riportare equilibrio nella discussione. Ma forse siamo noi che siamo troppo pignoli.

“Sono un operaio e chiedo rispetto per gli italiani nel mondo”. Lo diceva pure Antonio Razzi, ve lo ricordate? “Sono un operaio che si batte per gli italiani all’estero”. Ora Razzi sta facendo il ballerino a Ballando con le Stelle da Milly Carlucci. Chissà se Schiavone sa ballare…