Imu italiani all’estero, Di Biagio (SC): continuerò a battermi per soluzione concreta

"Il decreto legge in materia di Imu non è una sconfitta per gli italiani nel mondo, ma un’opportunità che cercheremo di cogliere in ogni modo, al di là del catastrofismo e della speculazione politica che qualcuno sembra voler alimentare a riguardo, qualcuno addirittura credendo di risolvere il problema mandando delle lettere". Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Scelta Civica eletto nella ripartizione estera Europa.

"E’ giusta l’amarezza per la mancata inclusione delle case dei residenti all’estero tra quelle ‘esenti’ dal pagamento dell’Imu  e dunque per il mancato superamento dell’assai poco legittimo principio di discrezionalità in capo ai comuni – spiega Di Biagio – ma il clima in cui è stato varato il decreto-legge lo scorso mercoledì, caratterizzato da una brusca accelerazione del Governo su un tema tanto sentito, capace di ripristinare una necessaria armonia in un momento oggettivamente complesso sotto il profilo politico, ha legittimato una sorta di bypassaggio da parte dell’Esecutivo degli impegni a tutela degli immobili dei connazionali già presi nei mesi scorsi, pur di approdare ad un testo in tempi celeri".

"Una volta appurata l’intenzione del Governo, è stato opportuno riprendere le redini del confronto – spiega – infatti non dimentichiamo il pericolo rappresentato  anche dall’originaria norma del decreto che prevedeva la reintroduzione dell’Irpef sulle rendite catastali delle case sfitte che sicuramente avrebbe creato non poche difficoltà agli immobili dei non residenti, e che grazie anche ad un mio significativo impegno politico è stato fortunatamente superato".

Di Biagio conclude: "Personalmente non ho mai smesso di sostenere, anche con forza, la proposta di rivedere l’Imu per i connazionali di cui mi sono fatto promotore e sostenitore, pertanto sarò pronto ancora una volta a confrontarmi con il Governo nelle commissioni competenti per cercare una soluzione di buon senso che vada oltre la pura propaganda, a cui qualcuno si è lasciato andare in campagna elettorale, e che miri a ristabilire un principio di equità e legittimità in una materia tanto delicata e purtroppo condizionata da una eccessiva frammentarietà e contraddizione".