Immigrazione, arrivata a Palermo nave con 52 salme

Sbarco di immigrati a Palermo nell'aprile del 2015

E’ approdata questa sera nel porto di Palermo la nave svedese Poseidon con a bordo 571 migranti e 52 salme: sono le vittime dell’ultima tragedia avvenuta nel Canale di Sicilia, che erano rinchiuse nella stiva di un barcone soccorso ieri dall’unita’ svedese impegnata nell’operazione Triton. Ad accogliere la nave, in banchina, il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle attivita’ sociali Agnese Ciulla. Alle operazioni di accoglienza, coordinate dalla Prefettura di Palermo, partecipa il personale della Protezione Civile, della Asp e della Croce Rossa, la Caritas e le associazioni umanitarie come Medici senza Frontiere, che ha inviato una equipe per garantire un supporto psicologico ai migranti, e Save the Chidren che si occupera’ di assistere i bambini, in particolare quelli non accompagnati. Sul pattugliatore vi sono infatti anche 67 minori e 54 donne.

Le operazioni di sbarco dalla nave dei profughi e delle salme dovrebbero concludersi in nottata. La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta; l’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia, e’ ancora a carico di ignoti e ipotizza il favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina e l’omicidio plurimo.

I migranti sarebbero deceduti a causa dei gas di scarico dei motori dell’ imbarcazione. La Prefettura di Palermo, che coordina le operazioni, ha gia’ predisposto la macchina dell’accoglienza – Asp, Croce rossa, Protezione civile e Caritas – per garantire a tutti controlli sanitari e assistenza. E il bilancio delle morti purtroppo non si ferma: e’ di oggi la notizia che un numero imprecisato di persone, tra le 20 e le 50, sono state trovate morte asfissiate in un tir in Austria. Intanto sono stati fermati i due presunti scafisti del gommone con a bordo 101 migranti, sul quale si trovava il 15enne morto in seguito ai postumi delle ferite riportate per percosse e maltrattamenti subiti in Libia, dove era stato costretto a lavorare senza cibo ne’ acqua e picchiato. Sono due somali di 23 e 38 anni. Il minorenne era stato soccorso dalla nave Dignity di Medici senza frontiere, ma era morto il giorno prima dell’ arrivo, il 25 agosto scorso, nel porto di Augusta. I fermo e’ stato emesso dalla Procura di Siracusa. E giungera’ domani mattina nel porto di Vibo Valentia la nave ‘Bourbon Argos’ di Medici senza frontiere con a bordo 700 migranti di varie nazionalita’ salvati nei giorni scorsi. E’ previsto per domattina alle 8 invece l’arrivo nel porto di Reggio Calabria della motonave "Fiorillo" della Guardia costiera con a bordo 250 immigrati di varia nazionalita’.

La nave Grecale della Marina Militare ha invece avvistato a sud di Lampedusa un barcone con a bordo circa cento migranti ed ha iniziato le operazioni di soccorso. Ed una lettera dai contenuti xenofobi e’ arrivata al titolare dell’Hotel Bellevue di Cosio Valtellino (Sondrio) che al momento accoglie 72 profughi.

”La missiva – racconta l’albergatore – contiene minacce di morte indirizzate ai migranti". Proseguono intanto le prese di posizione e la polemica politica. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha rivolto "un grazie sentito a tutti gli uomini e alle donne di tanti Paesi europei che incessantemente stanno salvando vite umane nel mare Mediterraneo". Le risponde a stretto giro il leader della Lega Matteo Salvini: "Piu’ ne partono piu’ ne muoiono!".

Il ministro degli Esteri Gentiloni fa notare invece come dal vertice di Vienna sia "emersa finalmente una maggiore consapevolezza comune nell’Ue e la necessita’ che ognuno si assuma la sua responsabilita’ sull’immigrazione". "Fino a tre mesi fa – osserva il numero uno della Farnesina – l’Italia e la Grecia sembravano da sole, purtroppo la durissima realta’, come la tragedia di oggi, ha fatto si’ che adesso ci sia un diverso linguaggio". L’ex premier Massimo D’Alema ha chiesto invece al governo Renzi di aver "il coraggio di riformare la legge Bossi-Fini, che e’ profondamente sbagliata perche’ ostacola l’immigrazione regolare e favorisce quella clandestina".