Immigrati, Latorre (Pd): non possiamo accogliere tutti

Sul tema dell’accoglienza "dobbiamo stare molto attenti a non fare i cerchiobottisti. Bisogna dire con estrema chiarezza che l’accoglienza è un dovere morale prima ancora che un rispetto dei trattati. Allo stesso tempo però, e con altrettanta fermezza, occorre dire che l’accoglienza è tale fino a quando è gestibile. Quando non lo è più, si rischia di produrre effetti opposti a quelli voluti", "distribuire più diffusamente i migranti consente di evitare concentrazioni pericolose e allarmanti". Lo afferma in una intervista al Messaggero Nicola Latorre, presidente della Commissione Difesa della Camera.

Riferendosi al duplice omicidio di Catania il senatore Pd precisa: "Alcune reazioni sono talmente indecenti da essere incommentabili" ma "eventi di questo tipo devono spingerci a capire anche i limiti delle politiche messe fin qui in campo e la maniera per superarli. Da questo punto di vista sono importanti le parole di Matteo Renzi che ha chiesto all’Europa – e nel prossimo vertice Ue si farà – di esaminare insieme nei territori di provenienza le domande dei richiedenti asilo e di gestire insieme con estremo rigore i rimpatri di quelli non hanno diritto allo status di rifugiati. Si tratta insomma di commisurare le nostre politiche alla dimensione che sta assumendo il fenomeno".

"Alcuni soggetti europei considerano questo come un problema che quasi non li riguarda. Io credo che il fenomeno enorme di cui stiamo parlando sia inaffrontabile, se la bussola è quella del consenso elettorale. Ogni speculazione e ogni strumentalizzazione rendono più complicata la gestione delle cose. Non dimentichiamoci che c’è l’ivoriano criminale di Catania ma c’è anche l’ucraino che si è immortalato nel napoletano, tentando di sventare una rapina".

LIBIA "E’ giusto, come il governo italiano sta facendo, sostenere l’iniziativa del mediatore Bernardino Leon per un governo di unità nazionale. Ma il tempo sta per scadere. Ed è chiaro che noi al più presto dobbiamo fare, con Leon, una valutazione sull’opportunità di affiancare alla sua opera altre iniziative di cui anche l’Italia può essere protagonista". "Escludo un intervento militare diretto. Ma l’Italia è pronta ad assolvere ad ogni impegno di supporto, per la costruzione dello Stato libico e per un pieno controllo dei confini".