Il futuro della destra, botta e risposta fra Alemanno e Storace

Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, e Francesco Storace, leader de La Destra, protagonisti di un botta e risposta sulle pagina del Giornale d’Italia. Il tema? Semplice: il futuro della destra in Italia.

Scrive Alemanno: “Tutto il centrodestra non sta funzionando e oggi, quando non prevale la dispersione di voti su Grillo, noi rischiamo di perdere quasi ovunque. Ecco perché la ristrutturazione del centrodestra è necessaria e bene ha fatto Silvio Berlusconi a porre il problema con una maggiore decisione rispetto al passato. Ovviamente, a chi come me aveva creduto nel progetto di un partito unico del centrodestra, non fa piacere vedere archiviato il Popolo della Libertà per far posto ad una rinascita di Forza Italia. Però se è questo il progetto che è nelle corde del leader del centrodestra ha poco senso mettersi di traverso, come stanno facendo alcuni amici del Pdl. Ha senso invece prendere atto di questa scelta e comportarsi in maniera conseguente, contribuendo a dare vita ad un nuovo soggetto politico raccogliendo tutte le esperienze che fanno fatica a ritrovarsi nel progetto di Forza Italia 2.0”. Rivolgendosi a Storace, l’ex primo cittadino della capitale continua: “Su questo siamo tutti, più o meno, d’accordo, a cominciare da Te che ti sei reso disponibile a sacrificare il Tuo Partito per dare spazio a questa nuova prospettiva politica". “La sfida reale per noi è quella di raccogliere la migliore eredità della destra politica e sociale italiana, di radicarsi profondamente nei valori non negoziabili che si ritrovano in quest’area politica, ma di parlare in termini di innovazione, di speranza e di cambiamento a tutto l’elettorato italiano, o per lo meno a quell’elettorato di centrodestra che nelle ultime elezioni si è disperso sul non-voto o su formazioni politiche di pura protesta. Questo è il nodo del problema, su questo dobbiamo cercare di confrontarci senza scadere in velenose polemiche che non fanno altro che aumentare il forte grado di settarismo e di cannibalismo che già esiste nella nostra area politica".

"Io non ho nessuna voglia, a meno di non essere proprio costretto dal settarismo altrui, di fare un soggetto politico per conto mio, né di arrogarmi chissà quale ruolo di leadership o di riferimento istituzionale. Ho lanciato un documento che indica una prospettiva politica, senza però definire nessuna forma organizzativa, nessuna ‘casetta’ in cui andarmi a rinchiudere. Mi rendo conto che può essere difficile crederlo, ma dopo aver fatto il Ministro e il Sindaco di Roma l’unica cosa che mi interessa realmente è lo sviluppo di un progetto politico in cui valga la pena di impegnare la propria militanza e la propria passione politica. Spero che a settembre – conclude Alemanno – potremmo dare una direzione precisa al nostro impegno, raccogliendo i frutti di un dibattito che deve essere intelligente e fecondo".

Ed ecco la risposta di Storace: “Poco mi importa il dato elettorale personale delle regionali; quel che mi interessa è come ricreare speranza in un popolo che ha rinunciato ad andare a votare. Oggi, nel 50 per cento di elettori che vanno alle urne ci sono anche i grillini. Tutto il resto rifiuta persino loro. Eppure, ci deve essere spazio per una forza di destra, sicuramente non estremista, sicuramente non filo centrista, sicuramente seria, nel mercato elettorale della politica". "Coraggiosamente – continua il leader de La Destra, rivolgendosi ad Alemanno – sostieni che bisogna prendere atto della scelta berlusconiana di tornare a Forza Italia e tentare di aggregare chi non ci sta. Riconosci il sacrificio che chiedo al mio partito col documento approvato unanimemente dal Comitato centrale – laboratorio di idee, non espressione di conte elettorali – e ti soffermi, nel dibattito, sul termine destra. Posso dirti che hai ragione. Nella sfortunata campagna elettorale per le politiche lo dissi con chiarezza, ma non fummo compresi. Oggi lottiamo per tornare in Parlamento con La Destra – usai il termine ‘tigna’ – ma poi dovremo dar vita ad una nuova aggregazione di destra più ampia. Proprio per concentrarsi – già lo si intuiva – su chi ‘si è disperso sul non-voto o su formazioni politiche di pura protesta’, scrivi e condivido. Se di questo si parla e non di altro; se non ricadiamo nell’ideologicissimo dibattito sul post-ideologismo; se in una parola rivendichiamo sovranità, sociale, democrazia, non c’è bisogno di altri ‘paletti’ e settembre può diventare fruttuoso. Con una preghiera: facciamo sentire tutti protagonisti. Aiutami a farlo capire a chi finge di poter essere autosufficiente".