Hong Kong, movimento degli studenti diviso su ritiro (VIDEO)

I manifestanti pro-democrazia che da una settimana bloccano il centro di Hong Kong si sono divisi oggi sulla strategia da seguire nei prossimi giorni. Il governo dell’ ex-colonia britannica ha ripetuto che domani, prima giornata feriale dopo quattro giorni di vacanza, gli impiegati del governo dovranno riprendere il lavoro e le scuole elementari e medie riaprire i battenti. Il cosiddetto "movimento degli ombrelli" non molla, ma sembra arrivare indebolito e confuso ad un nuovo momento di confronto col governo.

I giovani emersi in questi caotici giorni come leader del "movimento degli ombrelli" – il 17/enne Joshua Wong del gruppo "Scholarism" e il 24/enne Alex Chow della Federazione degli Studenti di Hong Kong – hanno chiesto ai manifestanti di abbandonare il presidio di Mongkok, sulla penisola di Kowloon, dove venerdi’ e sabato si sono verificati episodi di violenza, e quello di Lung Wo Road, sull’ isola di Hong Kong, dove si trova l’ ingresso dal quale gli impiegati – circa tremila persone – accedono agli uffici del governo nel quartiere di Admiralty.

I due giovani hanno anche invitato i manifestanti a concentrarsi nella stessa Admiralty, abbandonando Mongkok dove venerdi’ e sabato gruppi di cittadini filogovernativi, alcuni dei quali si sono rivelati essere criminali comuni, appartenenti alle "triadi", si sono resi protagonisti di una serie di provocazioni, in alcuni casi sfociate in violenze che hanno causato il ferimento di circa 160 persone. Centinaia di manifestanti si sono rifiutati di seguire queste indicazioni. Quando la notte era scesa da qualche ora ad Hong Kong ancora centinaia di persone si trovavano ancora sia Mongkok che a Lung Wo Road. "Dobbiamo mantenere qui una presenza – ha dichiarato uno dei giovani che occupano Mongkok – meglio avere piu’ di una concentrazione".

In seguito, Scholarism ha diffuso un comunicato nel quale sostiene di non aver mai chiesto ai manifestanti di abbandonare Mongkok. I giovani continuano a chiedere le dimissioni di Chun-ying Leung, il "chief executive" – capo del governo locale – e si dichiarano disposti al dialogo solo se verra’ aperta un’ inchiesta sulle aggressioni di venerdi’ e sabato e se la polizia garantira’ che non ne avvengano altre. Leung ha affermato che le autorita’ "sono pronte a prendere tutte le misure necessarie per ristabilire l’ ordine pubblico", minacciando implicitamente un intervento della polizia piu’ deciso di quello di domenica scorsa che e’ fallito, rafforzando negli studenti la determinazione a rimanere nelle piazze fino a quando non avranno ottenuto dei risultati concreti.