Un sogno arenatosi sulle spiagge della Costa Rica o un investimento poco limpido in un Paese "inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano". È questo il dilemma che emerge dal botta e risposta fra L’Espresso e Beppe Grillo, con il Pd che sullo sfondo chiede una risposta trasparente al leader del Movimento Cinque Stelle. Il settimanale, come annunciato ieri, pubblica un articolo sulle tredici società, "quattro delle quali immatricolate con la formula della sociedad anonima, uno schermo giuridico che consente di proteggere l’identità degli azionisti" aperte in Costa Rica "per compiere operazioni immobiliari, investimenti, costruzioni, incluso il progetto per un resort di lusso" – denominato Ecofeudo – da parte di Walter Vezzoli, il 43enne factotum di Grillo che oggi in un’intervista al Fatto, postata sul blog dal leader del M5S, replica: "L’articolo parla di un resort che non esiste e che non doveva neppure esistere. Il mio sogno era quello di creare 30 abitazioni autosufficienti dal punto di vista energetico, con depuratori che riciclassero l’acqua piovana, pannelli solari. Le pale eoliche. Un sogno. Solo che non ho mai trovato gli investimenti e quindi il villaggio è rimasto sulle scartoffie di società aperte e chiuse". Alle considerazioni del suo autista, Grillo aggiunge il "manifesto" del villaggio Ecofeudo – che "propone un modello di vita immerso nella natura e nel benessere, ma al tempo stesso offre alta tecnologia e massimo comfort" – e un suggerimento "per i giornalisti dell’Espresso": "Consultare Wikipedia e scoprire che per società anonima, in Costa Rica e in quasi tutti i Paesi del mondo in cui si parla spagnolo, si intende quella che in italiano viene comunemente denominata Società per azioni". Grillo aggiunge che, secondo la lista Ocse, "la Costa Rica non è paradiso fiscale già dal 2011".
La replica del settimanale è immediata: "Contrariamente a quello che sostiene il blog di Beppe Grillo, L’Espresso non ha mai parlato di ‘società anonime’ aperte da Walter Vezzoli in Costa Rica. Noi abbiamo scritto – precisa L’Espresso – che l’autista di Grillo risulta amministratore di 13 società in Costa Rica, tutt’ora attive. In Costa Rica per le ‘sociedad anonima’, così come per tutte le altre società, non c’è trasparenza su azionisti e bilanci. Proprio come succede, per esempio, in Svizzera e nei paesi caraibici". Quanto al cosiddetto paradiso fiscale "fino al 2009, quando vennero create le 13 società di Vezzoli – scrive L’Espresso – il Costa Rica era anche inserito nella lista nera dell’Ocse e dell’Agenzia delle Entrate come paradiso fiscale. Oggi, l’Agenzia delle Entrate considera il Costa Rica un paese a fiscalità privilegiata per ‘attività i cui proventi affluiscono da fonti estere’. Quanto al progetto Ecofeudo – conclude la nota del settimanale – la società omonima creata da Vezzoli, dalla cognata di Grillo e da Simone Pennino risulta ancora attiva, così come il documentatissimo sito web che propaganda il progetto per la costruzione di un resort". C’è da aspettarsi una nuova risposta di Grillo.
































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