Grillo, Cicciolina e l’Uomo Qualunque di Giannini – di Roberto Pepe

La dimostrazione del fallimento del Grillismo? Il fatto che nelle Elezioni Comunali, ambito nel quale i singoli Masanielli avrebbero avuto maggiormente voce tra le beghe locali, sono falliti miseramente nell’anonimato più assoluto! Ilona Staller, in arte “Cicciolina”, venne eletta deputato nel 1987 con 20.000 preferenze, risultando seconda, nelle liste del Partito Radicale dietro a Pannella. Un collega di lavoro mi confessò di averla votata per immaginare la faccia degli scrutatori e dei politici di allora, alla lettura di quel nome tra gli eletti dal popolo sovrano italiano! Era un segnale, insomma: un avvertimento come quel votante veneto che mise dentro la scheda una fetta di mortadella, scrivendo: “Gavé magnà tuto, magné anca questo!”.

Grillo andava letto in questi termini: un comico, che, come i buffoni alla corte di un Re potevano dire tutta la verità, essendo gli unici a poterla rivelare tra i potenti. Essi, infatti, godevano di una impunità, in quanto facevano solo ridere, gettando tutto sul parossistico e sulla presa in giro con lazzi esuberanti. Grillo si rese conto del proprio potenziale da quando faceva il cabaret televisivo con “Te la do io l’America!”: era un eccellente comico dai tempi perfetti tra pause, sproloqui, maschere e voce sapientemente dosata e faceva inesorabilmente scattare la risata, anche tra chi era oggetto della stessa satira. 

Grillo ha avuto dalla sua una maggiore platea disponibile a recepire i propri messaggi ed una divulgazione mediatica televisiva morbosa che premia gli eccessi in tutti i campi: delinquenza, razzismo, uccisioni, suicidi, dimostrazioni violente e, quindi, anche il gossip sia artistico che politico. A Grillo, però, è mancato il passaggio dal movimento clownesco al vero movimento di idee nuove, come fece, per esempio, Guglielmo Giannini che nel 1944 -quindi anni tremebondi e pieni di incognite – si mise a capo di un movimento chiamato “Fronte dell’Uomo Qualunque”, adottando un motto che riecheggia lo spirito del grillismo: "non ci rompete più le scatole" e che seppe incanalare i propri sostenitori in un partito che, addirittura, partecipò all’Assemblea Costituente.

In seguito, le difficili alleanze tra i partiti di allora, fortemente ideologizzati, stritolarono il tentativo ancora troppo prematuro dell’uomo “Qualunque” di s-politicizzare quelle stesse aule che Grillo ha tentato oggi di ripulire; ma questo dimostra che il problema – da sempre –  non è quello di gridare “Te lo do io il governo!”, ma di instaurare una giusta ed onesta conduzione della cosa pubblica senza interferenze della magistratura, di buffoni, di tesorieri di partito, di ideologie violente, di super tecnici, di maestri di vita, di fondamentalisti del pensiero e di Masanielli nostalgici sia in camicia nera che rossa!

Ogni tanto si riconosce la necessità di votare Cicciolina, ma poi tutto deve rientrare nei canoni del dialogo costruttivo e, soprattutto, leale ed onesto!

(Intanto Cicciolina ha una buona pensione che paghiamo tutti noi!)