Governo, Renzi: ‘possiamo uscire dalla crisi, ci vuole il coraggio di fare le cose’

Matteo Renzi, intervenuto all’assemblea degli industriali a Brescia, mette subito le cose in chiaro, e alla platea dice: “Non sono venuto qui per fare una passerella o per lisciarvi il pelo. Le vostre mani sono per lavorare non per applaudire". Detto questo, “se tutta l’Italia fosse come Brescia, oggi l’Italia sarebbe leader nel mondo".

“In Italia si è aperta un’opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo. Proprio oggi che il mondo rallenta e l’Europa si impantana, l’Italia pur essendo nelle condizioni più difficili, è anche la realtà più interessante e piena d’opportunità. Se facciamo quello che dobbiamo fare nei prossimi anni, saremo la locomotiva d’Europa. Occorre avere il coraggio di fare le cose ora o mai più. Questo è il senso del l’urgenza mia e del mio governo. Il sistema Italia ha tutte le condizioni per uscire dalla crisi".

Per il presidente del Consiglio bisogna “rimettere in moto il sistema Italia, il nostro Paese ha tutte le condizioni per uscire dalla crisi. E chi deve cambiare per primo – prosegue – è la politica, ecco perchè siamo partiti dalla riforma costituzionale ed elettorale", perchè solo così "la classe politica diventa credibile agli occhi degli italiani. Siamo partiti dalle riforme perchè la classe politica da 30 anni discute di massimi sistemi e poi non realizza niente… Come può essere considerata credibile?”.

"Sulle riforme ci siamo. La politica ha fatto tutto per le riforme. Con molti difetti, e mi ci metto io. In sei mesi da ragazzini, siamo diventati uomini, ma è l’Italia che chiede di cambiare per sempre, perché così non si può andare avanti". "Eravamo dei ragazzini inesperti, poi quando hanno visto che le cose le facevamo, siamo diventati la longa manus di qualche oscuro potere", aggiunge. "Vogliono contestare il governo? E’ un loro diritto. Vogliono provare a cambiare il presidente del consiglio? Ci provino. Ma se si vuole attaccare il governo ci sono tante strade senza sfruttare il dolore dei cassintegrati e dei disoccupati".

“Noi uomini soldi al comando? Non c’è un uomo solo al comando, c’è un popolo che chiede di cambiare per sempre". Le riforme “non sono più un libro dei sogni, sono atti in Parlamento". 

”Il numero degli impiegati pubblici non è più alto degli altri paese europei: il problema della pubblica amministrazione non è solo l’organizzazione interna, ma anche l’incapacità di offrire un sistema di meritocrazia interno che mette sullo stesso piano quello bravo e quello che ruba lo stipendio”. "Non c’e’ dubbio che dal primo gennaio 2015 dovranno esserci regole nuove".

A proposito di legge elettorale: “Non ci sono idee geniali c’e’ solo la semplicita’: si sa subito chi vince le elezioni… non come ora che ci si affida ad un terno al lotto". Si punta a un sistema elettorale come quello dei sindaci, che affida a chi vince "il diritto-dovere di realizzare quanto promesso. In questo modo si sa subito chi e’ il responsabile, perche’ oggi quando accade qualcosa che non va si fa fatica a sapere chi e’ responsabile…". Secondo Renzi far passare l’idea "che chi vince le elezioni e’ il primo responsabile e’ un’idea di serieta’ e di rispetto verso la cosa pubblica".

CONTESTAZIONI I manifestanti dei centri sociali stanno provando a sfondare il cordone di polizia. Spintoni e manganellate da parte degli agenti che hanno utilizzato lacrimogeni. "Assediamo Renzi e le sue politiche" gridano i manifestanti. Non si registrano al momento contusi. Alcuni manifestanti sono intenzionati ad utilizzare un piccolo ‘drone’ telecomandato con uno striscione "droni per l’art 18".

Oltre ai fischi e le contestazioni nei confronti del premier Matteo Renzi al suo arrivo si sono registrati anche momenti di tensione tra gli agenti e rappresentanti dei centri sociali che hanno cercato di aggirare il cordone di sicurezza. Dal corteo sono partiti lanci di fumogeni, uova e anche qualche pietra contro le forze dell’ordine che hanno risposto con una carica. Fuori dai cancelli della Palazzoli srl, dove il premier sta incontrando gli industriali bresciani, si e’ riunita anche la Fiom di Brescia per un’assemblea contro le politiche sul lavoro del governo.