Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, ospite a Ballarò, su Rai Tre, dichiara: “Il Governo Letta ha la colpa di vivacchiare, nasce da un’esperienza fallita, quella delle larghe intese. Le ambizioni sono franate, ha un asse sostanzialmente di sinistra. E da Renzi gli sono state sottratte le riforme, non so che prospettiva puo’ avere questo governo. Dopo la fine delle larghe intese tutte le politiche economiche sono sparite".
Secondo l’ex direttore del Tg4, "siamo in piena crisi, Napolitano oggi al Parlamento Ue ha detto che serve una politica diversa, meglio tardi che mai. Questa settimana la grande assente e’ stata la politica, vanno individuate linee strategiche di sviluppo". Per Toti "la crisi c’è e i numeri per dimostrarlo ci sono in pieno. L’Italia è meno competitiva del resto d’Europa, l’Europa è meno competitiva del resto del mondo: così si affonda".
VERDINI, “MAI DATO A TOTI DEL BABBEO” "Leggo su Libero che io con un interlocutore sconosciuto, definito ‘boh’, avrei dato a Giovanni Toti del ‘babbeo’, pur non avendone mai fatto il nome, ma che il giornalista identifica con sicumera, ‘non avendo prove contrarie’ che si possa anche lontanamente trattare di altri. E tutto questo sulla base non di una conversazione captata in presa diretta, ma come direbbero i mafiologi de relato, cioe’ riferita da altri. Spiace deludere il giornalista-investigatore, convinto di aver messo le mani su un presunto scoop sicuramente gradito alla linea editoriale di Libero, ma la notizia e’ totalmente destituita di fondamento". Lo dice il senatore Fi Denis Verdini, smentendo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.
FARINETTI, “TOTI POSSIBILE LEADER CENTRODESTRA” "Giovanni Toti leader del centro-destra? Perché no, potrebbe anche andare bene, in un tempo giusto". Lo ha dichiarato il presidente di Eataly, Oscar Farinetti, ospite del talk show di Klaus Davi "KlausCondicio", in onda su You Tube. "L’ho conosciuto in una trasmissione televisiva – puntualizza Farinetti – e mi è sembrato una persona moderata. Io seguo sempre la moderazione, anche se non credo più molto nelle ideologie, e, a prescindere dalle visioni più o meno altruiste, più o meno orientate al welfare o più o meno verso il libero mercato piuttosto che verso l’istituzione pubblica, ci possono essere delle interpretazioni diverse a destra o a sinistra, ma è molto meglio essere dei moderati. Toti mi è sembrato una persona moderata e quindi non mi è spiaciuto affatto”.






























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