GOVERNO | Caro Draghi, ci siamo anche noi italiani all’estero

Ora che il Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE, non fa più parte del governo, chi difenderà i diritti degli italiani all’estero? Chi porterà la loro voce, con le loro richieste, nella stanza dei bottoni? Dottor Mario Draghi, esistiamo anche noi italiani nel mondo. E non solo al momento del Modello Unico

Da quando al governo c’è Mario Draghi l’Italia non è più la stessa. Ora i politici sono tutti fratelli, i gruppi parlamentari hanno sospeso la battaglia navale durante le sedute alla Camera, le ministre hanno mollato il tailleur di Armani (e il reggicalze di pizzo, ricordo dei bei tempi degli stacchetti a Canale Cinque) e adesso studiano economia politica, i bambini vanno all’asilo senza discutere, le fantesche non fanno più la cresta sulla spesa, le anguille si gettano da sole nelle reti, il Padreterno ha garantito una Pasqua soleggiata.

E per citare la sempre bene informata Geppi Cucciari, pare che anche i ghiacci del Polo abbiano smesso di sciogliersi, i deserti abbiano inaugurato una stagione di pioggerella primaverile e i vulcani l’abbiano fatta finita con le eruzioni.

Una meraviglia. La pace dei figli dei fiori di antica memoria.

Vabbe’, chiediamo perdono per la facile ironia che non vuole essere irrispettosa. In tempi difficili un sorriso può far bene. Del resto, il personaggio è indiscutibile.

Preparato e competente, savoir faire senza eguali, stile impeccabile. Bello, elegante, riservato il giusto, socievole quanto basta, gradito ai giornalisti e alle emozionate giornaliste. E poi imparziale, eticamente corretto, ma quando occorre deciso autorevole determinato. Al suo attivo, interventi economici risolutivi e frasi storiche dilagate nella Via Lattea.

Vuoi vedere che finalmente anche le vicende degli italiani nel mondo avranno una svolta sostanziosa? Invece, nebbia fitta.

Nel limbo dei dimenticati del nuovo governo, i cittadini fuori porta. I quali, va detto, avevano un paladino impegnato e intelligente: l’argentino Ricardo Merlo, senatore, ideatore del MAIE, uomo d’azione, senza padri indagati e parenti banchieri.

I sei milioni di italiani che vivono fuori del Bel Paese (ma che contribuiscono come gli altri al Carrozzone, perchè le tasse le pagano in Italia, sempre, tutte, anche le discutibili, anche le inique) avevano insomma un punto di riferimento sicuro al governo oltre che in Parlamento, qualcuno che perorava cause e proponeva soluzioni. Allora, dottor Draghi, cosa ne dice di ridare un po’ di fiato anche a chi il clarinetto lo sa suonare?

Giustissima la ricerca degli equilibri geopolitici, ma un occhio anche a chi tutela i dimenticati mi sembrerebbe una buona idea, degna della sua statura professionale, umana e morale. In ogni caso si tratta di ricominciare da dove era arrivato Merlo: abolizione Imu prima casa, tassa rifiuti (una gabella davvero vergognosa per chi vive fuori dei confini e non butta neanche un sacchettino nell’anno solare) e tassa sulla televisione, altro abuso in automatico sulla bolletta della luce. E poi ovviamente l’annosa menata del diritto di cittadinanza: niente regali, ma veniamo al dunque.

Lo sappiamo, lei è oberato da impegni giganteschi. Però ci siamo anche noi. E non solo al momento del Modello Unico.