Gli uomini di partito non ci convincono più – di Giorgio Brignola

In quest’Italia dal diffuso malessere è difficile, almeno per noi, identificare gli obiettivi politici che ci consentano di recuperare il tempo perduto. Ci sono, infatti, troppi aspetti contradditori per immaginare un’evoluzione, in positivo, del profilo politico nazionale. Sono gli uomini di partito che non ci convincono più. Da tempo, ci siamo resi contro che tra politica e politicanti c’è un abisso.

La crisi socio/economica viene da lontano, nel nuovo millennio s’è fatta palese. Senza accordi validi e razionalmente concordati, la Penisola vive alla giornata e i politici di oggi, purtroppo, ci fanno rimpiangere quelli di ieri. Quali scelte per il futuro? Non ce ne sono. Soprattutto nell’immediato.

Senza la nuova legge elettorale, sempre che sia varata, che premi gli uomini e non i partiti, non ci sono vie mediane. Una realtà, questa, che preoccupa i politicanti perché rischierebbero, in caso di un nuovo meccanismo di voto, di perdere prerogative che non sarebbero più scontate. Dopo tanti dubbi e incertezze, il Nuovo Millennio ha reso evidente quelle mancanze che già erano state identificate nel secolo scorso.

Ora non ci sono alternative degne di rilievo. Con quest’autunno ci sembra più facile adattarsi che sperare in tempi migliori. Lo stesso sfascio di molti partiti del passato e la scarsa incisività dei nuovi sono un ulteriore aspetto che ci amareggia. In questa realtà, dove i politicanti hanno sostituito i politici, c’è il baratro.

Non ci resta, quindi, che puntare sul “nuovo”. Sempre che questa possibilità sia concretizzabile prima del tracollo di Renzi e compagni. I parametri da prendere in considerazione restano, tuttavia, complessi. E’ dal Potere Legislativo che si dovrebbe cominciare. Meno “scena” e più “sostanza”. Così, non vediamo chiaro sul futuro del Paese. Se, prima, ritenevamo che una transizione avrebbe potuto riprogrammare il sistema, oggi questa variabile ci sembra tramontata.

Dopo gli sviluppi socio/politici dei prossimi mesi, il confine tra politici e politicanti potrebbe non esistere più. Com’è già successo per altri aspetti seri di questa nostra amata Italia.