L’umore di Silvio Berlusconi non e’ dei migliori tant’e’ che con i suoi fedelissimi il Cavaliere non fa piu’ mistero di essere stanco di dover presiedere continue riunioni in cui tutto quello che propone viene messo in discussione: siamo diventati il partito del veto, e’ l’accusa che l’ex premier rivolge alla vecchia guardia azzurra pronta alla guerra contro la nomina di Giovanni Toti (attuale direttore del Tg4) al vertice di Forza Italia. Una decisione sulla collocazione del direttore del telegiornale Mediaset ancora non e’ stata presa, ma dopo il vertice notturno carico di tensione e gli incontri di oggi (tra cui un lungo pranzo con Raffaele Fitto e Gianni Letta) a via del Plebiscito, l’ex capo del governo ha deciso di rinviare tutto alla prossima settimana, evitando cosi’ tensioni mentre e’ in corso una partita altrettanto delicata, quella della modifica della legge elettorale. Argomento che Berlusconi dovrebbe affrontare in un faccia a faccia con Matteo Renzi in un incontro in programma per il fine settimana.
I dirigenti azzurri sembrano pero’ convinti che il Cavaliere sia giunto a piu’ miti consigli rinunciando all’idea di nominare Toti come "primus inter pares". L’idea su cui l’ex premier starebbe meditando e’ quella di affidare al giornalista le deleghe della comunicazione (magari farlo portavoce del partito) e nominarlo all’interno del comitato di presidenza azzurro composta da una trentina di persone. Oppure, altra soluzione sul tavolo, di metterlo a capo della "consulta del presidente", un organismo previsto dallo statuto e composta da esponenti esterni al movimento (l’idea e’ di chiamare imprenditori e professori) pronti a collaborare con il Cavaliere. Un accordo di questo tipo, spiegano, metterebbe a tacere le polemiche ed eviterebbe ulteriori tensioni. Resta pero’ da capire se Toti, chiamato inizialmente a rivestire il ruolo di coordinatore del partito, si accontenti di una nomina meno pesante.
L’idea, ovviamente, non piace a chi chiede al Cavaliere di non fare retromarcia e di procedere verso un rinnovamento vero nel partito. Ed e’ proprio sulla collocazione delle "new entry" che anche nel vertice notturno (con un chiarimento poi nella mattinata) e’ andato in scena uno scontro con Denis Verdini, braccio destro di Berlusconi. Raccontano che l’oggetto della contesa sia stata la proposta di modificare lo statuto per dare una legittima rappresentanza ai club Forza Silvio assicurando loro anche la possibilita’ di avere voce in capitolo nella composizione delle liste. L’altra proposta messa sul tavolo (ma bocciata dai dirigenti azzurri) era quella di creare un comitato di 6 persone (Toti, Furlan, Fiori, Verdini, Brunetta e Romani) e poi in un secondo momento l’ufficio di presidenza.
La proposta si sarebbe arenata di fronte alla contrarieta’ di Verdini cosi’ come di tutto il vertice azzurro. Di fronte all’ennesima fumata nera Berlusconi avrebbe deciso di prendere del tempo, far decantare le polemiche e tornare sull’argomento la prossima settimana. E l’idea che dopo un nuovo week end ad Arcore con i vertici aziendali ed i figli, il Cavaliere possa tornare alla carica con Toti non sembra preoccupare i dirigenti azzurri: vorra’ dire che a quel punto il partito gli crollera’ in mano, e’ il loro avvertimento. Le polemiche interne hanno anche avuto l’effetto di archiviare la kermesse per il ventennale azzurro in programma per il 26 gennaio. L’idea di Berlusconi e’ di spostarla a primavera, il 27 marzo, in occasione del ventennale della prima vittoria di Fi alle elezioni.
































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