Lo scorso sabato 25 gennaio si è tenuto a Stoccarda, Germania, il IV Congresso del MAIE Europa. Il Movimento Associativo Italiani all’Estero continua a lavorare in tutto il mondo, ad essere vicino ai connazionali residenti oltre confine, mentre i partiti tradizionali sembrano essersene completamente dimenticati (non c’è riferimento alcuno, per esempio, al voto degli italiani all’estero, nella grande e infinita discussione che ruota intorno alla legge elettorale).
A Stoccarda, per l’appuntamento targato MAIE, erano presenti moltissime persone: “Vorrei che qualcuno mi dicesse quale altra forza politica è in grado di radunare centinaia di persone. Intendo dire a costo zero, ci siamo capiti. E per di più in un sabato pomeriggio così freddo da rendere forte la tentazione di rimanersene a casa al calduccio”, commenta Gian Luigi Ferretti, Coordinatore MAIE Europa, intervistato da ItaliaChiamaItalia, che aggiunge: “Noi del MAIE siamo gli unici, in questo momento, ad essere davvero vicini agli italiani residenti all’estero”.
“Brava Anna Mastrogiacomo – aggiunge Ferretti -, che ha organizzato, validamente coadiuvata da Corrado Matera. Il suo grande impegno nel sociale è apprezzato dai connazionali che per lei hanno stima e rispetto”.
Al nostro quotidiano online, l’esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero racconta: “Siamo un movimento associativo e le associazioni hanno risposto al nostro appello. C’erano i rappresentanti del Centro italiano di Backnang, del Circolo culturale di Musberg, del Centro italiano di Fellbach, dell’Associazione sportiva giovani italiani (ASGI) di Schorndorf oltre ai delegati di Ludwigsburg e di Vahingen”.
Durante il suo intervento al congresso di Stoccarda, Ferretti – fra le altre cose – ha ricordato “che nel 1970 venne Almirante e pianse quando vide i lavoratori italiani che vivevano nelle baracche dei campi di concentramento della guerra. Nel 1955 l’Italia aveva stipulato un contratto con la Germania, così come lo aveva stipulato, per esempio, con il Belgio. E così vennero in molti a Stoccarda per lavorare alla Mercedes. Altri andarono alla BMW di Monaco o alla VW di Wolfsburg o nelle miniere di Duilsburg. Una vita di sacrifici e di umiliazioni (venivano chiamati Spaghettifresser, katzelmacher e ithaker, cioè divoratori di spaghetti, fabbricacucchiai e zingari). Fu grazie alle loro rimesse che l’Italia si risollevò dai danni della guerra ed ebbe il famoso boom economico”.
Ai connazionali che ha incontrato in Germania, il coordinatore MAIE ha chiesto “se hanno la percezione che l’Italia sia loro riconoscente, mi hanno risposto che si sentono completamente abbandonati a se stessi, con servizi consolari insufficienti. ‘La nostra patria si ricorda di noi solo per farci pagare tasse inique come l’IMU sulla nostra unica casa in Italia considerata seconda casa’, questa la lamentela ricorrente”. Certo è, sottolinea, che gli italiani di Stoccarda e dintorni “hanno apprezzato che fossimo venuti al di fuori di campagne elettorali, perché sono abituati ad essere presi in considerazione, dagli altri partiti, solo in quelle occasioni: ‘Vengono, promettono, chiedono il voto e poi spariscono’, continuavano a ripetermi gli italiani con cui ho avuto occasione di parlare”.
Essendo a Stoccarada, spiega ancora Gian Luigi Ferretti a Italiachiamaitalia.it, non ha potuto fare a meno di ricordare Bruno Zoratto, “l’operaio della Mercedes che diventò l’infaticabile combattente per i diritti degli italiani nel mondo al fianco dell’indimenticabile Mirko Tremaglia”. Proprio quel Tremaglia, primo e unico ministro degli Italiani nel Mondo, che Ferretti conosceva molto bene e con il quale ha collaborato, a stretto contatto, per anni.





























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