Fenomeno Le Pen – di Marco Zacchera

La sinistra italiana ed europea piange per il successo del Front National in Francia alle elezioni regionali, ma dovremmo prima di tutto chiederci se questo successo sia legato più ai meriti della famiglia Le Pen o ai demeriti e alle incapacità dei loro avversari.

Difficile leggere il successo della destra francese solo in chiave italiana perché Marine non è Salvini, ma certo oggi il Fronte rappresenta un’idea di Francia e di Europa tutta da discutere. E’ semplicemente cretino voler vedere tutto in chiave razzista o di paura anti-islam, così come continuare a dipingere come buzzurri quel 30% di francesi che votano FN perché – anno per anno – questo partito è cresciuto nel tempo ed è maturato nonostante l’ostracismo nei suoi  confronti.

Strano paese la Francia dove il primo partito è fuori dal parlamento e dove sinistra e destra moderata si alleano pur di far fuori il Fronte che – anche per non essere mai stato chiamato a grandi responsabilità – può così continuare a giocare la carta del nuovo e del diverso rispetto ad un arco politico pasticcione, corrotto e incoerente. (…)

D’altronde come non condividere la rabbia crescente in tutto il continente per un’Europa così diversa da come l’avevamo immaginata anche solo dieci anni fa e dove non solo hanno fatto il nido legioni di euro-burocrati inutili, ma che soprattutto è diventata soltanto un grande affare per banche e banchieri mentre il cittadino è stritolato, annullato, represso come uomo e come piccola impresa.

Da notare che questa euro-burocrazia, accompagnata da troppi radical-chic pieni di superbia ed arroganza, è ovviamente e dichiaratamente di sinistra e anche per questo la gente che non ne può più e non solo in Francia, ma in tutti i paesi dove man mano si vota, sceglie la destra anti UE.

Come vi sentireste, da francesi, piangendo i morti e avendo a che fare con cugini europei che sostanzialmente galleggiano e non hanno alcuna voglia di impegnarsi sul serio sul fronte del terrorismo e del controllo dell’immigrazione? Oppure, da agricoltori francesi (e vale lo stesso per gli italiani), come non sentirsi schiacciati dalle regole comunitarie? E questo per mille aspetti, settori e categorie diverse.

Una Europa fredda, lontana, che non vuole affrontare il problema immigrazione a livello continentale e così mentre si stabiliscono leggi anche per raddrizzare le banane non c’è una linea strategica sulle cose importanti, compresa una politica per la sicurezza.

Forse qualche francese ha votato FN anche perchè si è ricordato che il caos libico è firmato Sarkozy che volle far fuori Gheddafi e in Siria Hollande voleva fare lo stesso con Assad, mentre Putin è dipinto prima come il male assoluto e poi diventa in due giorni un prezioso alleato, senza alcuna linea comune anche in politica estera (a proposito, dov’è finita la Mogherini?).

Un’Europa senz’anima, ma anche perché la sinistra aveva orrore se nella carta europea si fosse parlato di “radici ebree e cristiane” e – conseguentemente – si fossero poi difesi principi e doveri invece che mettersi tutti a difendere solo le laicità e le aberrazioni anche più assurde (comprese le conseguenze dei gusti sessuali). Ci si stupisce se poi l’idea-Europa crolla e finisce in macerie una delle poche cose positive create dalla nostra generazione?

E’ normale quindi che poi esploda la protesta (d’altronde in Italia oltre la Lega e FdI non c’è anche il 25% di italiani che vota per Grillo?) soprattutto se Le Pen incarna valori nazionali che sono intrinsechi alla storia francese.

Certamente non sono condivisibili tutte le posizioni del FN, ma quante ragioni – soprattutto a pelle –  appaiono “normali” e quindi ancor più appetibili ai cittadini d’oltralpe quando l’intera sinfonia della sinistra francese e di quel che resta del centro politico alza solo guaiti al cielo per questo successo, dopo essersi dimostrato incapace nei fatti di affrontare la situazione?