Fecondazione, Chiamparino: regole comuni

"Non è in discussione la legge ma le modalità e le condizioni economiche della sua applicazione". Così il presidente della Regione Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, in una intervista al Corriere della Sera, entra nella discussione della fondazione eterologa e prende le distanza dell’iniziativa del governatore della Toscana Enrico Rossi: "La Regione di Rossi da stimolo a fare prima. Ma fare prima non deve essere sinonimo di fare male".

Secondo Chiamparino "occorre evitare che si crei una situazione a macchie di leopardo nel fissare le condizioni d’accesso all’eterologa, va applicata veramente la sentenza della Consulta che cancella il divieto imposto dalla legge 40 ma indica anche l’eterologa come diritto uguale per tutti. Quindi a carico del servizio sanitario e non profit. In questo momento, invece, potrebbero partire i centri privati certo ma non i centri pubblici senza linee guida approvate a livello nazionale, senza un aggiornamento dei livelli di assistenza che risalgono al 2001 e non prevedono nemmeno le altre tecniche di procreazione medicalmente assistita normate dalla legge 40 e mai vietate come invece è stato per l’eterologa".

"Ero d’accordo con il ministro Beatrice Lorenzin di incontrarci, non appena rientra dal suo viaggio in Africa, per discutere del riparto del fondo sanità. Sarà a fine agosto ed è mia intenzione affrontare subito con lei la definizione delle linee guida di applicazione per le Regioni in materia di fecondazione eterologa. Convocherò inoltre, al più tardi nella prima settimana di settembre, una riunione della Conferenza delle Regioni per definire l’orientamento comune. Conferenza già in calendario per l’11 settembre e che io intendo anticipare alla settimana precedente".