FARNESINA | Nuove sedi consolari a Manchester, Vittoria, Tenerife. Merlo e Vignali: “Lavoriamo programmando il futuro”

L’esponente del governo italiano: “Con l’inizio della fase 2, anche alla Farnesina cominciamo a programmare il futuro, nonostante l’emergenza coronavirus non sia ancora finita”

Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri, e Luigi Vignali, Direttore generale per gli italiani all'estero alla Farnesina

Si è tenuto ieri al ministero degli Esteri l’incontro tra il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo e Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina. Tra i temi affrontati, quello che riguarda il rafforzamento della rete consolare italiana nel mondo, obiettivo a cui Merlo, presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, si è dedicato fin dall’inizio della legislatura.

L’esponente del governo e il direttore Vignali hanno posto l’attenzione, in particolare, sulle prossime aperture di nuovi Consolati: si lavora per nuove sedi consolari a Vittoria, Brasile; Manchester, Regno Unito; Tenerife, Spagna.

“Continuiamo nel percorso che siamo stati costretti a interrompere a causa dell’emergenza coronavirus”, dichiara il Sottosegretario Merlo. “L’Italia è entrata nella cosiddetta fase 2 e prova a ripartire, con prudenza e con la speranza di poter tornare alla normalità prima possibile”.

A Manchester verrà riaperto il Consolato chiuso nel 2015, è già stato nominato il Console, Matteo Corradini, ora a Pristina (Kossovo). A Vittoria e a Tenerife sono già state individuate le strutture che ospiteranno le nuove sedi consolari.

“Con l’inizio della fase 2, anche alla Farnesina cominciamo a programmare il futuro, nonostante l’emergenza coronavirus non sia ancora finita. Proprio per questo – conclude il Sottosegretario – è necessario avere una rete consolare forte e presente sul territorio, in grado di poter offrire assistenza e collaborazione a tutti i connazionali, specialmente al tempo del virus. Riprendiamo, dunque, con la stessa energia di sempre, da dove avevamo lasciato; consapevoli del fatto che oggi più che mai gli italiani nel mondo hanno bisogno di sentire l’Italia vicina, pur essendo lontani”.