Expo Milano 2015, i 10 migliori padiglioni dell’Esposizione Universale

UnPOxExPO ha realizzato fra Expoesperti e Expottimisti un sondaggio sui migliori padiglioni, quelli che sono piaciuti di più e sono stati più in linea con il tema di Expo, non quelli più visitati! Al primo posto assoluto, a nome di italiani e stranieri, c’è il padiglione Zero perché esalta non solo il grande patrimonio italiano ma soprattutto la ricchezza e la varietà offerta dal nostro pianeta per quanto concerne fonti e filiera di prodotti legati alla nutrizione e alimentazione creando un “ciclo della vita” che è stato giudicato molto più significativo e culturale che l’Albero della vita, quest’ultimo citato da pochissimi.

Al secondo posto il padiglione della Corea del Sud per la interpretazione del tema Expo puntando su come la conservazione del cibo è alla base della garanzia del cibo per tutti, unita alla tecnologia. Al terzo posto il padiglione del Vaticano per semplicità, linearità e essenzialità dei principi: no spreco, no fame nel mondo.

Al quarto la Svizzera per aver portato il concetto che le risorse naturali sono limitate, per cui urge lasciarne anche per chi viene dopo di noi. Al quinto posto il Giappone perché punta sull’armonia ingegneristica che esiste fra la cultura in senso lato del Paese e la alimentazione, riprodotta in modo efficace nel ristorante del futuro visto con occhi a mandorla. 

Al sesto la Germania perché la tecnologia più spinta non deve essere una soddisfazione egoistica, ma grazie ad essa ognuno di noi deve modificare il rapporto con la natura. Al settimo il Qatar per semplicità, immediatezza, essenzialità, potenza nel progettare e realizzare con un grande rispetto per i prodotti alimentari propri e quelli importati, grande cortesia, molto contenuto, nessun odore di cibo. All’ottavo il Kazakistan soprattutto per la presentazione concreta dell’offerta alimentare del Paese e la forte presenza degli storioni vivi, non di plastica (!).

Al nono gli Emirati Arabi che usano la alta tecnologia degli ologrammi per risposte semplici, ma che rimangono in mente, soprattutto le immagini di Expo Dubai 2020 che sembra sia già tutto fatto e pronto.

Al decimo posto Israele che fa capire come, peccato l’eccesso di autoreferenzialità e presunzione, il deserto è coltivabile e come occorre produrre di più per soddisfare la fame nel mondo.