Europee, la Lega manda in soffitta la Padania

La sfida all’euro entra anche nei simboli che gli elettori italiani troveranno sulla scheda delle Europee del 25 maggio. E’ la Lega Nord ad aver fatto il primo passo, sostituendo la parola Padania sotto la sagoma dell’Alberto da Giussano con lo slogan di questa nuova campagna elettorale: ‘Basta euro’. Matteo Salvini, il giovane segretario in sella da pochi mesi e atteso alla prova decisiva delle urne, vuole che il voto diventi ”un referendum sull’Europa”. La sua Lega, che secondo i sondaggi combattera’ sul filo della soglia del 4% necessaria a conquistare seggi a Strasburgo, chiede l’uscita dalla moneta unica. ”Perche’ solo cosi’ – dice il segretario europarlamentare uscente – riparte l’economia”.

Un segnale, il nuovo simbolo, che Salvini lancia all’esterno, per dare una collocazione nuova al progetto leghista, anche alla luce dei risultati delle elezioni municipali francesi. A meta’ aprile dovrebbe essere ratificato l’accordo con il Front National di Marine Le Pen, che a sua volta ha fatto un patto con il Pvv olandese di Geert Wilders, asse a cui fanno riferimento anche gli austriaci della Fpo, i separatisti fiamminghi e, probabilmente, i no-euro svedesi. L’idea perseguita da via Bellerio e’ di arrivare alle elezioni europee con un programma comune con la Le Pen e gli altri movimenti per conquistare abbastanza seggi da formare un gruppo autonomo al Parlamento Ue. E per questo servono almeno 25 deputati in 7 paesi dell’Unione.

Ma il nuovo simbolo e’ anche il segno di un cambiamento interno della Lega. Va in soffitta, per il momento, la scritta Padania, ereditata dalla gestione Maroni. Nel simbolo non ci sara’ nemmeno il nome del segretario, come accadeva invece un tempo con Bossi e con lo stesso Maroni per trainare voti. ”In questa occasione – ha spiegato Salvini nella conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio federale – diamo una connotazione politica legata al futuro. La nostra battaglia contro l’Europa delle banche e’ quella di Davide contro Golia”. Favoriti anche dal sistema elettorale che non prevede coalizioni, sul fronte interno la Lega no-euro fa campagna da sola. Raccogliera’ pero’ nelle sue liste alcune sigle ‘autonomiste’ (altra scritta che entra nel simbolo) in ”tutta Italia”. Battaglia solitaria come per la raccolta firme a sostegno di cinque quesiti referendari, tra cui l’abrogazione delle leggi Fornero e Merlin, per cui ”sono state raccolte – e’ stato annunciato – gia’ 101.000 firme in due giorni”. E’ su questo movimentismo che Salvini, dopo gli anni della Lega di governo, cerca voti.