Europee, fenomenologia di un Grillo – di Andrea Lorusso

Mette le mani avanti Beppe Grillo, annunciando che quelli de “La Repubblica” stanno preparando un dossier su Casaleggio. Chiede a gran voce un referendum consultivo (non previsto dalla nostra Costituzione) sulla moneta unica, appende al cappio qualunque cosa non sia grillina.

La strategia comunicativa e d’azione è chiara e lapalissiana, al punto da fomentare l’apostasia dei suoi parlamentari per via di una egolatria smisurata. Il M5S con Forza Italia azzoppata nella figura del suo leader, rischia di trasformarsi nel secondo polo, di contrasto al popolo di Renzi.

In fondo è la cultura della tensione l’unica arte in cui sono davvero maestri i guru del network. Abolire il dialogo per non confrontarsi su nulla, è tutto interno, chiuso a riccio, incapace di creare vasi comunicanti con le altre forze politiche o istituzionali.

A Parma, il nemico era l’inceneritore. In Italia, quel fantoccio di Matteo pilotato da Napolitano e in Europa la moneta unica. In ogni tornata elettorale, Beppe ha bisogno di costruire un fantasma contro cui lottare. Qualcosa da demolire. Errori sesquipedali per chi si erge a pilastro della Nazione e col puntello ne fa franare le fondamenta.

L’appello al voto utile, per il 24-25 maggio 2014 è quello che ridia voce alla sovranità dei popoli schiacciati dall’oppressione di Bruxelles. Non condivido l’idea che l’euro sia una moneta sbagliata a priori, ma è improcrastinabile la rideterminazione dei patti di bilancio, dei vincoli di spesa, e dell’ultima diavoleria chiamata ERF (Fondo di Redenzione Europea) che, assieme agli eurobond, pignorerebbe il debito degli Stati più in difficoltà, tutelando gli interessi dei creditori ed in extrema ratio, svendendo il patrimonio pubblico.

Essere cittadini europei, non vuol dire avere l’anello al naso e seguire eurocrati cinici e despotici. Urge un ritorno di democrazia ad ogni livello di governo.

Twitter @andrewlorusso