Elezioni politiche 2018, i meritevoli non si candidano

Pochi i personaggi di valore. Le liste sono piene di quacquaraqua: mediocri, ambiziosi, vanitosi, traffichini, cortigiani. In una parola? Inaffidabili

“La cosa migliore di questo gruppo di candidati è che solo uno di loro può vincere”. (Will Rogers – attore e giornalista statunitense)

“Gli elettori dovrebbero scegliere i loro rappresentanti tra coloro che non si candidano”. (Roberto Gervaso)

“Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com’è difficile scegliere!”. (Gesualdo Bufalino)

I MERITEVOLI NON SI CANDIDANO

Oggettivamente, non vedo motivi validi per candidarsi alle elezioni. Lunedì si sono faticosamente definite le liste dei vari partiti, i giornali sono pieni di notizie e indiscrezioni. Sembra che, dovunque, ci siano state battaglie, patetiche e comiche, per ottenere la candidatura. Ma diciamoci la verità: quanti sono i nomi apprezzabili, o passabili, o appena decenti?

POCHISSIMI PERSONAGGI DI VALORE

Pochissimi. E perché? Vi esporrò brevemente un mio particolare punto di vista, sperando di non scandalizzarvi più di tanto. Perché un buon professionista, uomini e donne di successo, e meritevoli, dovrebbero desiderare di battersi per entrare a Montecitorio o al Senato?

I MOTIVI DEL DISINTERESSE

I motivi di un razionale disinteresse sono numerosi. In primo luogo, il generale disprezzo che – impulsivamente e in evidente maggioranza – il Paese esprime verso la “classe politica”: la Casta, l’elite, Lor signori… Perché rischiare di diventare, senza colpa, un automatico bersaglio? Poi: nonostante i lauti compensi e gli infiniti privilegi, perché personaggi arrivati al successo con merito, sacrifici e sudore, dovrebbero rinunciare al loro status e ai loro redditi? Non c’è nessuna ragione, a meno che non si voglia entrare premeditatamente nel giro corruttivo di tangenti e mazzette. Ma qualsiasi persona per bene (e per fortuna ce ne sono ancora molte!) non ci penserebbe affatto.

E CHI RIUSCIREBBE A SOTTRARSI AGLI INCIUCI?

E, poi, esistono speranze serie di riuscire a fare il proprio dovere nell’interesse della comunità, di ottenere incarichi di responsabilità, di sottrarsi ai giochi di potere oscuri e occulti, voluti da generali, marescialli e capi bastone? Certamente no.

ALLA FINE RESTA LA FUFFA

Cosa resta? Più o meno, la fuffa. Ecco perché le liste (ma anche le file degli esclusi furenti) sono piene di quacquaraqua: mediocri, ambiziosi, vanitosi, traffichini, cortigiani. In una parola? Inaffidabili.