Ebola in Italia: ‘non lo avevamo escluso, ma dobbiamo stare tranquilli’

A handout picture made available by Italian Air Force shows a Italian Emergency doctor who has been diagnosed with Ebola walking from an KC 767 Airforce airplane towards an ambulance before going to Spallanzani Hospital, in Rome, Italy, 25 November 2014. L'equipe di medici e paramedici autorizzati a trasportare il medico di Emergency contagiato da Ebola dall 'aereo KC 767 dell'Areonautica Militare all'ambulanza sulla pista dell'areoporto militare di Pratica di Mare a Roma, 25 novembre 2014. ANSA/AERONAUTICA MILITARE - HO - EDITORIAL USE ONLY NO SELL+++++++

Ebola preoccupa, ma gli specialisti della Simit (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali), per bocca del Presidente Massimo Andreon, rassicurano sul caso, peraltro mai escluso nei precedenti appelli. Il medico di Emergency, secondo quanto si è appreso, non ha avuto alcun problema durante il viaggio, compiuto all’interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile. Anche l’ambulanza è stata appositamente equipaggiata in biocontenimento. Il trasbordo del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell’ambulanza è avvenuto anch’esso in stato di completo isolamento.

“Relativamente al primo caso di Ebola in Italia, – precisa il Prof. Massimo Andreoni, presidente della SIMIT (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali) – è accaduto quanto era stato più volte ipotizzato: l’arrivo di un operatore sanitario che si è ammalato in uno dei paesi in cui è presente attualmente l’epidemia. Come è accaduto anche in Svizzera, Germania, Francia, Inghilterra e Norvegia, dove sono arrivati operatori sanitari ammalati, nella maggior parte dei casi, curati e guariti. Ma non c’è stata propagazione: dobbiamo stare tranquilli. Sicuramente, così come è accaduto non solo in USA e Spagna, ma anche in due stati africani quali Nigeria e Senegal, l’Italia ha tutte le attrezzature e competenze necessarie per trattare al meglio il singolo caso e per evitare la propagazione dell’infezione”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, d’intesa con il presidente del Consiglio, i ministri della Difesa, degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e dell’Interno, ha dato disposizioni immediate per organizzare il trasferimento e il trattamento del medico italiano e l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma è pronto da tempo ad accogliere eventuali casi accertati di pazienti colpiti. “Sono operatori addestratisi in questi mesi, i medici e il personale sanitario sono pronti per dare tutta l’assistenza necessaria”, conclude Andreoni. I medici che cureranno il malato si chiamano Emanuele Nicastri e Nicola Petrosillo, che è l’infettivologo responsabile dell’unità di crisi.