E adesso Renzi vada a colpire gli sprechi (ma per davvero!) – di Leonardo Cecca

Finalmente, decaduto il "Patto del Nazareno", il gran chiacchierone fiorentino ed il suo braccio destro Maria Elena Boschi pensano di non dover affrontare altri ostacoli ed al grido "si va avanti, chi ci sta ci sta" mostrano tutta la loro sicurezza. Se all’apparenza si mostrano sorridenti e sicuri per i risultati ottenuti, a suon di tradimenti e sotterfugi, qualcosa però potrebbe non quadrare e qualche perplessità forse comincia a farsi largo, soprattutto in considerazione delle riforme promesse e del fatto che ora non sanno a che santo rivolgersi per farle, in quanto il detto "passata la festa gabbatu lu santu" non sempre si può ripetere; e allora con eccellente spirito correttamente democratico fanno appaltare dal governo tre sondaggi per la "modica" spesa di 70 mila euro per conoscere l’indice di gradimento dell’opinione pubblica sull’operato del governo.

Una cosa sorprende, ma non più di tanto: Renzi, che a parole si batte per la trasparenza, contro gli sprechi, perchè nel suo chiacchierare non parla anche delle tante spese inutili? Inutili come la spesa stanziata dal suo governo per accontentare la Boldrini per finanziare una ricerca relativa al "linguaggio di genere". E riferisca a chiare lettere degli incarichi, delle consulenze e le relative spese che il suo governo ha elargito. Dica anche che gli 80 euro al mese con i quali tanto si sbrodola in quanto possono servire, parole sue, "ad andare a mangiare una pizza al mese", non sono per tutti i bassi redditi: sono infatti escluse le partite IVA ed i pensionati.

Invece di dedicarsi a certi proclami da fiera paesana, sarebbe bene che affrontasse i problemi più seriamente e non con sotterfugi: c’è l’annoso problema dell’omicidio colposo stradale, della lotta alla corruzione (vabbè, far mettere d’accordo i politici su questo sarebbe un miracolo), ci sono Regioni e Comuni che piangono miseria e nel contempo sperperano con opere inutili ed incompiute, con stipendi obbrobriosi, con vitalizi amorali, per non parlare di quel magna magna che ogni tanto si scopre perchè i consiglieri distrattamente si fanno rimborsare tutto.

C’è poi anche un comune, Agrigento, che nel 2014 ha dato vita a ben 1133 commissioni consiliari per la modica spesa di circa 300 mila euro in gettoni. Caso Roma capoccia a parte, sulla quale sembra che sia calato il silenzio, sia della magistratura ma soprattutto quello del garante dei garanti, cioè il Pd.

Attualmente, causa la becera politica fatta dal fiorentino, Fi si è sconquassata e non si vede all’orizzonte chi possa riassettarla, ma il Pd forse è ridotto anche peggio e, pertanto, se Renzi vuol fare qualche riforma dovrà genuflettersi a Sel, al M5S e, quel che è peggio, ad Alfano, che attualmente, pur essendo il centro del nulla, nel genuflettersi costringe Renzi a fare altrettanto.