Dopo Comites e CGIE Renzi farà fuori gli eletti all’estero – di Augusto Sorriso

Carissimo Direttore,

                   oggi tutti versano lacrime e protestano per il sistema adottato nelle ultime elezioni dei Comites. "Siamo alla frutta". "E’ suonato il de profundis". "E’ una vergogna!". E chi più ne ha più ne metta. Eppure quasi tutti questi signori ritenevano che questa fosse la maniera migliore per tornare al voto per gli italiani all’estero, per evitare i brogli e dare ai nostri connazionali una reale rappresentanza. Tutti (o quasi tutti) in seno al CGIE, con in testa il suo Segretario Generale Carozza, avevano dato il via libera a questo sciagurato voto sull’altare della necessità del non rinvio. Oggi gli stessi sbraitano e commentano a sproposito. Che facce toste!

Personalmente non ho fatto mai mistero che un voto così strutturato sarebbe stato un disastro e sarebbe stato un voto più controllato del precedente e che avrebbe favorito gli addetti ai lavori (sottoscritto compreso). Un disegno politico del MAE con la complice ignoranza (?) dei nostri governanti per screditare e distruggere quel che resta della rappresentanza degli italiani all’Estero? Forse.

Certa è la responsabilità di questo governo, il peggiore nemico degli italiani all’estero, e non solo per la rappresentanza, basti guardare come è stata ridotta la rete diplomatico consolare ed il ruolo riservato alle nostre associazioni di fatto cancellate.

Il nostro geniale sottosegretario Giro ha definito un "eccezionale risultato" la partecipazione degli elettori alla consultazione. Secondo questa illuminata mente l’esperienza va ripetuta alle Politiche. Ci fa o ci è?

Ma il disegno non sarà completo se non si delegittimerà ancor di più il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. La proposta del MAE approvata dal Parlamento (in un sacco con mille altri provvedimenti) con la complicità degli inutili rappresentanti eletti oltre (come giustamente li definisce Micheloni) ha rivisto la rappresentanza al CGIE, che tagliata (con la scusa di un irrisorio risparmio) di un terzo nel suo complesso, ha tagliato di fatto la rappresentanza di chi vive oltre oceano di più dei due terzi, lasciando quasi inalterata la rappresentanza europea, per cui il CGIE dovrà ridefinirsi in pratica "Consiglio Generale degli Italiani in Europa". Ridicolo, ma vero.

Solo un fine cervello come Giro poteva dare la responsabilità al Parlamento, sottraendo se stesso ed il governo alle vere responsabilità. Se Giro non lo sapesse le proposte le fa il governo. Ma lui questo lo sa benissimo. Ci fa, non ci è.

Anche qui bisogna ricordare però che lo stesso CdP del CGIE ha dato parere favorevole con grande enfasi nelle parole di Carozza, che probabilmente non aveva letto la proposta votando a "sacco d’ossa" per disciplina di partito (col voto contrario del sottoscritto e del consigliere Gian Luigi Ferretti) per poi gridare all’imbroglio quando si sono scoperte le carte. I Democratici ci hanno ormai abituati: gridano e protestano, ma al dunque il partito ha la meglio sulla ragione.

Immaginate chi o cosa possa rappresentare un CGIE formato per oltre il 50% da europei e quindi da cittadini che hanno tutti i diritti e le facilitazioni di quelli che vivono nel territorio nazionale, che rispetto a chi vive oltre oceano hanno ben poche (seppur importanti) necessità. Il CGIE doveva riprendere un ruolo ormai quasi perduto, con questa decimazione perde ogni significato di rappresentanza.

Merlo e Micheloni si stanno adoperando con grande ardore per evitare anche questo disastro, ma cercare i buoi dopo aver lasciato la stalla aperta è ardua impresa.

Il prossimo sacrificio (per chiudere il cerchio) riguarderà la rappresentanza parlamentare, o meglio i deputati (essendo ormai azzerato il Senato); per questo ci affidiamo a Renzi, che troverà certamente la maniera di azzerare anche una sonnecchiante squalificata ed inutile (visti i risultati) rappresentanza parlamentare eletta oltre confine. Ce ne faremo una ragione.

*membro CGIE, consigliere del Comites di New York, coordinatore MAIE Usa