L’aula della Camera ha dato il via libera in prima lettura al dl Carceri con 296 voti favorevoli, 183 contrari e 2 astenuti. Il testo, in scadenza il 21 febbraio, passa ora all’esame del Senato. Dopo le manette sventolate in occasione del voto di fiducia di martedì scorso dal senatore leghista Gianluca Buonanno, oggi i deputati del Carroccio hanno di nuovo creato un po’ di bagarre in aula esponendo uno striscione con scritto: "Criminali in galera" mentre parlava il loro collega Nicola Molteni, capogruppo in commissione Giustizia. Per il presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti il decreto è "un altro passo avanti verso carceri più vivibili e detenzioni più dignitose".
"Credo che questo decreto, che si aggiunge agli altri interventi strutturali già approvati o in via di approvazione come la messa alla prova e la riforma del cautelare – spiega Ferranti – sarà una buona carta da giocare in sede europea dopo la sentenza ‘Torreggiani’ per evitare la procedura di infrazione e l’esborso di vari milioni di euro". Secondo la presidente si tratta di "un buon punto di equilibrio tra garanzie umanitarie ed esigenze di sicurezza. Non c’è alcun cedimento nei confronti dei delitti gravi e di mafia, nessun indulto mascherato, nessuna liberazione automatica. Si potrà avere uno sconto di pena solo sulla base di una valutazione in concreto da parte del giudice della positiva condotta dei condannati". Ad ogni modo tutto ciò non basta e "una politica carceraria seria è impensabile a costo zero" perché "servono investimenti per attuare un deciso piano edilizio secondo moduli e criteri avanzati – aggiunge Ferranti – servono investimenti per potenziare numericamente e professionalmente l’organico degli agenti, degli educatori, degli psicologi e di tutte quelle figure che operano nei servizi sociali dell’esecuzione penale esterna".
Oltre alla Lega nord un’opposizione molto dura al provvedimento è stata fatta anche dal Movimento Cinque Stelle, che anche oggi in aula ribadisce con Andrea Colletti che "questo provvedimento è come l’indulto del 2006, fra qualche mese avremo la stessa identica emergenza perché l’indulto non risolve il problema del sovraffollamento delle carceri". Senza appello anche la bocciatura del provvedimento da parte di Fratelli d’Italia: "Tre svuota carceri in un anno dal governo Letta. Tre schiaffi ai cittadini onesti e alle vittime. Alla faccia della certezza della pena. Vergogna", twitta la presidente dei deputati Giorgia Meloni. E anche Forza Italia non risparmia critiche al decreto ma per motivi opposti. Per il partito di Berlusconi "bisogna mettersi in testa che gli unici provvedimenti utili per il Paese sono indulto e amnistia". A chiedere interventi di clemenza è anche Sinistra ecologia e libertà che con Daniele Farina parla solo di "ritocchi che non svuotano alcunché" per il testo passato ora all’esame del Senato e definito da molti "svuota-carceri". "I miei colleghi hanno perso la voce a furia di parlare di indulto e amnistia mascherati – dice Farina rivolgendosi in particolare ai deputati di Lega e M5S – forse hanno sbagliato aula e provvedimento, forse pensavano a qualche Paese più civile". In particolare il testo approvato dalla Camera che ha fatto solo alcune piccole modifiche in commissione Giustizia rispetto al decreto emanato dal governo, prevede diverse misure per affrontare il problema del sovraffollamento delle carceri. A partire dall’ampliamento dell’affidamento in prova e uno sconto di pena ulteriore (esclusi i condannati di mafia o per altri gravi delitti come omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata o estorsione) per chi tiene un comportamento meritevole, fino all’incentivo all’uso dei braccialetti elettronici: in pratica ora il giudice dovrà prescriverli in ogni caso a meno che non ne escluda per qualche motivo la necessità.






























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