In questi giorni, come se ce ne fosse bisogno, abbiamo potuto costatare quanto funesta sia stata la politica economica del "Patto di Stabilità". Solo una mente ottusa oltre ogni limite può concepire un provvedimento del genere con il quale, in poche parole, si vuole compensare il deficit dello stato centrale con il surplus degli Enti territoriali che hanno i soldi, ma non possono spenderli per creare degli avanzi che in teoria dovrebbero servire a pareggiare il deficit dello Stato. Purtroppo l’alchimia contabile spesso, se non sempre, si scontra con una triste realtà: il deficit dello stato rimane ed i comuni, quelli virtuosi, non possono far fronte ad esigenze primarie.
Negli ultimi periodi di avverse condizioni climatiche abbiamo purtroppo assistito ad uno sbriciolamento di vaste aree del nostro territorio dovuto principalmente all’abusivismo edilizio, a piani edilizi fatti solo sulla spinta del clientelismo, alla cecità di certe amministrazioni (nessuno si è accorto dell’urbanizzazione alle falde del Vesuvio e dell’Etna), all’abbandono delle zone boschive, nonostante alcune regioni da sole vantino una forza di Guardie Forestali e forestali stagionali (cioè il clientelismo spregiudicato) quadrupla rispetto al Canada.
Orbene, se a questo sfracello, frutto del marciume che regna nelle nostre istituzioni, ci mettiamo anche l’impossibilità di intervenire, da parte degli Enti periferici, per l’urgenza dell’incombente pericolo, allora significa che siamo oltre la frutta.
E’ stato calcolato che spesso l’onere per ripristinare i danni prodotti dalle calamità è circa due volte e mezzo la spesa necessaria per eliminarli e questo è più che sufficiente per evidenziare l’ottusità dei nostri governanti. Se invece di fare spese pazze e ridicole come quella di dotare il Quirinale di un panfilo, di nominare commissari su commissari ogni 3X2, di sponsorizzare film, spettacoli, convegni ed ogni altra baraonda solo per accontentare amici e/o politici, organizzare viaggi demenziali come quello recente in India di 16 vacanzieri parlamentari… Se invece di tutto questo si creassero a livello VV.FF piccoli ma efficienti gruppi di tecnici aventi lo scopo di esaminare la fattibilità, l’urgenza e soprattutto l’onere di spesa delle opere pubbliche, che spesso finiscono con avere dei costi fuori dalla realtà, credo che si risparmierebbe molto soprattutto in vite umane.
Se i politicanti ed i governanti però vogliono mantenere inalterate certe loro prerogative volte allo sperpero dissennato e deplorevole, vedasi il panfilo di cui si vuol dotare il Quirinale e certe nefandezze consumate in questi ultimi giorni nella Regione Sicilia ed in Piemonte e la fantozziana "gita" di 16 parlamentari in India, allora non c’è margine per ragionare, c’è solo il voltastomaco e la vergogna.





























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