Di Pietro, “legge elettorale? Fiducia comprata, voto di scambio”

“Ha assolutamente la facoltà di non firmare questa legge elettorale. Ha facoltà perché Mattarella nel ruolo di Presidente della Repubblica è custode della Costituzione e delle regole costituzionali”

Antonio Di Pietro sulla legge elettorale: “Io sto raccogliendo le olive, in attesa che si rifaccia l’Ulivo. La fiducia in Senato? Comprata, non conquistata. Comprata perché è un voto di scambio, io ti do sta legge elettorale a te, tu mi dai sta legge elettorale a me e poi quando si fanno le elezioni ci mettiamo d’accordo. In un modo o nell’altro tutti insieme appassionatamente”.

Sul comportamento di Grasso: “Ha fatto una scelta degna della sua storia personale”, ha detto Di Pietro a Radio Cusano Campus. “Ha aspettato come Presidente del Senato di fare il proprio dovere. Terminato il suo impegno istituzionale, in vista di ciò che succederà tra cinque sei mesi, ha fatto una scelta di campo. Ha fatto una cosa simile a quanto fatto da me in passato. E’ una persona che viene dalle istituzioni, che ritiene che alcune leggi, come quella elettorale, vadano discusse in Parlamento, con gli elettori che nel rispetto della Costituzione che possano scegliere chi mandare in Parlamento. Grasso si è ritrovato a dirigere un Senato che se ne fotte del rispetto del voto degli elettori. Per questo ha detto che non può più stare in una maggioranza che non rispetta le regole fondamentali della Costituzione”.

Su Mattarella: “Ha assolutamente la facoltà di non firmare questa legge elettorale. Ha facoltà perché Mattarella nel ruolo di Presidente della Repubblica è custode della Costituzione e delle regole costituzionali. La Costituzione dice chiaramente che chi deve andare in Parlamento viene scelto dal popolo, questa legge elettorale non concede al popolo la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento. Mattarella non dovrebbe firmare questa legge elettorale. Non solo ha il diritto e la facoltà di non firmarla, a mio avviso ha anche il dovere di non firmarla. Mi auguro che non faccia il Napolitano”.